La nostra pubblicazione su European Journal of Obstetrics and Gynecology

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Abuso e mancanza di rispetto in sala parto in Italia: i dati pubblicati dalla prestigiosa Rivista Europea di Ginecologia e Ostetricia

 Pubblicato l’articolo Abuse and disrespect in childbirth assistance in Italy: a community-based survey (Abuso e mancanza di rispetto nell’assistenza al parto in Italia: un’indagine di popolazione) sullo European Journal of Obstetrics and Gynecology (disponibile on-line).

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Molte donne in tutto il mondo durante il parto in ospedale fanno esperienza di trattamenti i quali violano il diritto delle donne ad un’assistenza sanitaria rispettosa, minacciando il loro diritto alla vita, alla salute, all’integrità fisica e alla libertà da ogni forma di discriminazione. Il fenomeno viene descritto anche come ‘violenza ostetrica’ (VO), un termine che descrive l’appropriazione del corpo e dei processi riproduttivi della donna da parte del personale sanitario durante la gravidanza, il parto e il post-parto. Nonostante la VO sia stata riferita al livello aneddotico da molte donne anche nel nostro paese, non vi sono stai studi o ricerche su base nazionale in Italia fino al 2017. Qui riportiamo i risultati del primo sondaggio su campione nazionale sulla VO condotto in un paese ad alto reddito (Italia). Il sondaggio è stato effettuato tramite un questionario sviluppato a partire da un formato aperto e successivamente revisionato in base alle definizioni contenute nella dichiarazione dell’OMS sulla “Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere” e inquadrato nell’ottica della misurazione della violazione dei diritti fondamentali. Il questionario, sviluppato da Alessandra Battisti, Elena Skoko, Claudia Ravaldi and Michela Cericco, in collaborazione con Doxa Spa, è stato condotto dal Gruppo Doxa (azienda leader nazionale nel campo dei sondaggi demoscopici). I dati rivenuti dimostrano che la VO è una questione di rilievo non soltanto in paesi a basso reddito; dovrebbe essere approfondita e evitata anche nei paesi ad alto reddito, dato che mette un carico notevole di stress sulle donne, influisce significativamente sulla salute fisica e mentale materna e induce le donne a evitare le strutture ospedaliere adibite al parto e le successive gravidanze.

Per facilitare la fruizione, Elsevier ha creato un Link Condivisibile – con un URL personalizzato che dà accesso gratuito alla pubblicazione per 50 giorni. Chiunque può accedere cliccando al link prima del 15 Giugno 2018 e sarà indirizzato all’articolo su ScienceDirect, senza bisogno di registrarsi o fornire dati.

Il nostro Link Condivisibile:
https://authors.elsevier.com/c/1Wy3l14VD5ZFLS

Cartella Stampa: Comunicato OVO 2018 EJOG

 

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Conferenza MIRCI a Firenze, 2-4 maggio 2018

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MIRCI è l’acronimo di “Motherhood Initiative for Research and Community Involvement” (Iniziativa per la Ricerca e il coinvolgimento delle Comunità sul tema della Maternità), un progetto nato in Canada dedicato alla ricerca e pubblicazione degli studi accademici dedicati alle madri. Ogni anno MIRCI organizza conferenze internazionali dove ricercatrici provenienti da tutto il mondo condividono i loro saperi e le ultime novità.

Quest’anno, all’interno della conferenza dal titolo “Matricentric feminism: theory, activism, politics, practice and representation”, uno dei temi “scottanti” è proprio la l’abuso e la mancanza di rispetto nel parto.

Il 3 maggio, interverrà Elena Skoko sul tema “Addressing Obstetric Violence From the Perspective of Maternal Gift Economy” (Affrontare la violenza ostetrica dalla prospettiva dell’economia del dono materno). Altre studiose porteranno le loro riflessioni sul tema della violenza ostetrica.

PROGRAMMA COMPLETO: MIRCI FLORENCE Conference Schedule.
La conferenza è a pagamento.

OVOItalia a Barcellona: 17 maggio 2018

Programa_IIICongreso_violencia_ing_rAnnunciamo con piacere la presenza di OVOItalia alla conferenza internazionale “Gender, Ethics and Care”, organizzata dall’Università di Barcellona. Il 17 maggio 2018, Elena Skoko, sarà ospite con l’intervento “Evidence-based activism. First national data on obstetric violence in Italy”. 

La conferenza richiede l’iscrizione ed è a pagamento. Di seguito il programma completo:

Sondaggio globale: What Women Want – Cosa vogliono le donne

In occasione della Giornata Internazionale per la Salute e i Diritti delle Madri, l’11 aprile 2018, inizia il sondaggio globale What Women Want – Cosa vogliono le donne

OVOItalia partecipa al sondaggio globale rivolto alle donne e alle ragazze per sapere cosa vogliono per la loro salute materna e riproduttiva.

Una sola domanda. Un solo obiettivo: raccogliere un milione di proposte in tutto il mondo per migliorare l’assistenza sanitaria nella salute materna e riproduttiva.

#WhatWomenwant #CosaVoglionoLeDonne

www.whatwomenwant.org

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PARTECIPA AL SONDAGGIO ONLINE CON LA TUA PROPOSTA: https://www.whatwomenwant.org/italian/

Che cos’è What Women Want – Cosa vogliono le donne

What Women Want – Cosa vogliono le donne è una campagna di sensibilizzazione per migliorare la qualità della salute materna e riproduttiva delle donne e delle ragazze. In occasione della Giornata Internazionale per la Salute e i Diritti delle Madri, l’11 aprile 2018, What Women Want – Cosa vogliono le donne chiede a un milione di donne e ragazze in tutto il mondo – dalle metropoli ai villaggi rurali, dall’Occidente all’Oriente, dal Nord e dal Sud – quale sia la loro più grande priorità per i servizi sanitari dedicati alla maternità e alle scelte riproduttive.

La raccolta di proposte durerà fino alla fine del 2018. Successivamente, nel 2019, le proposte verranno elaborate e verranno diffusi i risultati al livello globale e al livello di singoli Paesi.

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Partendo dall’esperienza di Hamara Swasthya, Hamari Awaz (La nostra salute, le nostre voci), una campagna “da basso” organizzata nel 2017 da più di 100 organizzazioni affiliate a White Ribbon Alliance India, mobilitando più di 150.000 donne, l’iniziativa What Women Want – Cosa vogliono le donne si propone di:

1) educare e rafforzare le persone in merito all’importanza della qualità, equità e dignità nella assistenza sanitaria delle donne e delle ragazze;
2) sostenere le donne e le ragazze nella richiesta di accesso all’assistenza dignitosa e di alta qualità;
3) mettere i bisogni delle donne e delle ragazze, così come espressi da loro stesse, al centro delle politiche sulla salute, ai programmi e all’accountability dei sistemi sanitari.

What Women Want – Cosa vogliono le donne partecipa alla crescita del movimento globale per servizi sanitari di qualità dedicati alle donne e alle ragazze. L’iniziativa ha come ulteriore obiettivo di aiutare i governi, i professionisti sanitari, i fornitori di assistenza privati e le organizzazione della società civile a capire meglio cosa sia più importante per le donne e le ragazze in merito alla loro salute. L’iniziativa si pone come obiettivo di fornire strumenti utili per generare cambiamento nei vari Paesi e nei vari territori. I risultati saranno sintetizzati per essere inseriti nelle agende globali e nazionali in modo che le stesse possano riflettere le proposte più importanti, incluse le raccomandazioni per migliorare la qualità, l’equità e la dignità nella salute.

Le voci delle donne e delle ragazze devono essere ascoltate. Insieme possiamo assicurare la qualità nell’assistenza equa e dignitosa per ogni donna e ogni ragazza, ovunque.

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Perché abbiamo bisogno della campagna What Women Want – Cosa vogliono le donne

Quando le donne e le ragazze sono incluse nell’individuazione delle barriere e delle soluzioni per la loro salute, il progresso è accellerato. Dato che la qualità dell’assistenza sanitaria ha un impatto enorme sulla decisione della donna o della ragazza di cercare aiuto quando ne ha bisogno, il punto focale della campagna What Women Want – Cosa vogliono le donne è quello di capire cosa si intende per qualità dalla prospettiva delle donne e delle ragazze. Il modo migliore per saperlo è chiederglielo direttamente. 

La qualità significa cose diverse per persone diverse. Alcune intendono la qualità come accesso al fornitore di assistenza competente, partorire in un ambiente pulito e amichevole o la possibilità di distanziare le gravidanze e pianificarle, oppure evitarle, senza essere giudicate. Per altri significherà la possibilità di accedere ai servizi in modo gratuito, avere accesso alle informazione riguardo la salute riproduttiva e sessuale, l’accesso per disabili o il fatto di non subire discriminazioni. Le voci delle donne e delle ragazze devono essere ascoltate. Insieme possiamo assicurare qualità, servizi equi e dignitosi per ogni donna e ogni ragazza, ovunque.

Da chi è promossa la campagna What Women Want – Cosa vogliono le donne

Schermata 2018-04-10 alle 22.44.15What Women Want – Cosa vogliono le donne è guidata da un comitato direttivo che comprende White Ribbon Alliance India, White Ribbon Alliance Global Secretariat, Partnership for Maternal, Newborn and Child Health (PMNCH), Every Mother Counts (EMC), International Confederation of Midwives (ICM) ed Evidence for Action (E4A), con numerosi partecipanti che contribuiscono in altri modi, incluso l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia che ha curato la versione italiana del sondaggio. Il comitato direttivo include rappresentanti di Every Woman, Every Child (EWEC), del Quality of Care Network (WHO QoC Network) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Quality, Equity and Dignity Advocacy Working Group (QED AWG) globale per allineare gli sforzi nell’assicurare che le voci delle donne e delle ragazze siano incluse nelle iniziative volte a migliorare la qualità dei servizi.

Qualità, equità e dignità nei servizi sanitari sono importanti per donne e ragazze, al di là della loro provenienza. Per questa ragione i partner, grandi e piccoli, di tutti i Paesi, che sostengono i servizi sanitari basati su evidenze scientifiche e migliori pratiche nell’ambito della maternità e della salute riproduttiva sono invitati a partecipare.

Partner nuovi si aggiungono tutto il tempo e sono invitati ad unirsi all’iniziativa per tutta la durata del 2018. La lista dei partner sarà continuamente aggiornata sul sito www.whatwomenwant.org/partners, a partire dal 26 marzo 2018.

Contattate info@whatwomenwant.org per unirvi al movimento!

Se vuoi puoi anche mandarci la tua testimonianza in foto!WWW-IT-1MANDACI, SE VUOI, UNA TUA FOTO CON LA PROPOSTA SCRITTA SUL FOGLIO
(scarica il modulo qui >> stampa il foglio >> scrivi la tua proposta >> invia il tuo selfie anonimizzato a bastatacere.ovoitalia@gmail.com.)
Inviando la tua foto concedi a What Women Want – Cosa vogliono le donne il permesso di utilizzarla ai fini della campagna)

 

“Le discriminazioni contro le donne nella legge e nella pratica” OHCHR (ONU)

Schermata 2018-04-10 alle 10.11.28Le discriminazioni contro le donne nella legge e nella pratica
Registrazione integrale disponibile su
Radio Radicale:
https://www.radioradicale.it/scheda/537826

convegno- 6 aprile 2018-BIS

I promotori dell’evento

Il convegno è stato promosso ed organizzato dal Prof. Bonfiglio, dall’Avv. Alessandra Battisti e dalla Dott.sa Elena Skoko, rispettivamente Direttore e membri dell’Unità di Ricerca sui Diritti Umani nella Maternità e Nascita (DUMN).

L’Unità di Ricerca DUMN raccoglie l’invito dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ad effettuare ricerca sul fenomeno dell’abuso e maltrattamento delle donne durante l’assistenza alla nascita che integra una violazione dei diritti umani delle donne con conseguente messa in pericolo del diritto alla vita.

Schermata 2018-04-10 alle 10.37.41Nel convegno è stata presentata la versione italiana del “Rapporto del Gruppo di Lavoro Gruppo di Lavoro delle Esperte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sul tema della discriminazione contro le donne in relazione alla salute e alla sicurezza” ed è intervenuta, in qualità di relatrice, Federica Donati dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (OHCHR) dell’ONU.

Al convegno sono intervenuti il Rettore dell’Università “Roma Tre” Luca Pietromarchi, il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Francesco Guida, Roberta Adelaide Modugno, professore associato di Storia delle Dottrine Politiche e coordinatrice del curriculum di Studi di Genere del Dottorato di ricerca in Scienze Politiche, insieme al prof. Salvatore Bonfiglio, professore di Diritto Costituzionale e Comparato ed Alessandra Battisti e Elena Skoko, libere ricercatrici dell’Unità di Ricerca “Diritti Umani nella Maternità e Nascita”, Laboratorio Multimediale di Comparazione Giuridica, Dipartimento di Scienze Politiche, Università degli Studi “Roma TRE.

Come sancito nella Costituzione dell’OMS, la sanità di tutti i popoli è una condizione fondamentale della pace del mondo e della sicurezza; essa dipende dalla più stretta cooperazione possibile tra i singoli e tra gli Stati.

L’Unità di ricerca DUMN, Diritti Umani nella Maternità e Nascita: motivi di innovazione giuridico-scientifica

L’Unità di ricerca sui Diritti Umani nella Maternità e Nascita all’interno del Dipartimento di Scienze Politiche rappresenta un elemento di significativa innovazione:

  1. Le pratiche di assistenza alla nascita sono strettamente collegate alla tutela dei diritti fondamentali della persona umana.
  2. Molteplici studi internazionali hanno posto in luce come la violazione dei diritti delle donne nell’assistenza alla nascita si possa qualificare come una violenza di genere.
  3. L’assistenza alla nascita non si risolve in una mera questione medica, ma determina ricadute sull’intera collettività sia in termini di salute, sia in termini di natalità/denatalità.
  4. Gli esiti di salute di madre e bambino hanno un impatto significativo sulla sostenibilità dei sistemi sanitari.
  5. In Italia ad esempio l’inchiesta Balduzzi (2013) ha dimostrato come i tagli cesarei privi di giustificazione medica producano un danno erariale di circa 80 milioni di Euro per lo Stato Italiano.
  6. Inoltre l’aumento progressivo del contenzioso medico legale e della medicina difensiva hanno generato sacche di inappropriatezza che ledono il diritto alla salute, producono danni alle persone che ulteriormente aggravano il contenzioso e compromettono la possibilità di autentiche alleanze terapeutiche tra pazienti e operatori sanitari. Questi ultimi lavorano spesso in condizioni di estremo disagio, rischiando a loro volta una grave compromissione della salute psico-fisica nei luoghi di lavoro. Questo contesto è alla base di un circolo vizioso che mina l’efficacia e l’efficienza del sistema sanitario nazionale.
  7. Le questioni inerenti le politiche sanitarie hanno una valenza giuridica oltre che medica e un respiro internazionale visto che l’OMS pone la tutela della salute a fondamento della pace e sicurezza nel mondo.
  8. Le donne che hanno bisogno di accedere alle cure spesso subiscono forme multiple e trasversali di discriminazione collegate ai cicli biologici femminili, come evidenziato dal Gruppo di Lavoro dell’Altro commissariato per i Diritti Umani, in particolare durante la gravidanza, il parto e il puerperio.

Finalità del Convegno del 6 aprile 2018 

L’iniziativa è volta a presentare il documento del Gruppo di Lavoro delle Esperte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sul tema della discriminazione contro le donne in relazione alla salute e alla sicurezza.

In particolare Alessandra Battisti ed Elena Skoko hanno realizzato la traduzione in Italiano del Rapporto del Gruppo di Lavoro, che è stata pubblicata sul sito dell’Alto Commissariato, OHCHR (ONU).

L’attività di traduzione è stata effettuata previo consenso della coordinatrice del Gruppo di Lavoro e con la finalità di dare massima diffusione del rapporto nel territorio nazionale.

Alessandra Battisti, avvocato del Foro di Roma ed Elena Skoko, traduttrice e ricercatrice indipendente, svolgono da anni attività di advocacy sul diritto alla salute nel percorso nascita, promuovendo il rispetto delle raccomandazioni e degli standard internazionali di qualità e sicurezza delle cure nel rispetto dei diritti umani. Hanno già tradotto due Dichiarazioni dell’OMS entrambe pubblicate sul sito istituzionale dello stesso.

Il Gruppo di Lavoro sulle discriminazioni contro le donne nella legge e nella pratica

L’istituzione del Gruppo di Lavoro nel 2010 è stata una pietra miliare sul lungo percorso della parità tra uomini e donne. Il Gruppo di lavoro ha l’obiettivo di identificare, promuovere e scambiare punti di vista, in consultazione con gli Stati ed altri attori, sulle buone pratiche volte all’eliminazione di leggi discriminatorie nei confronti delle donne.
Il Gruppo di lavoro ha il compito di predisporre un compendio di buone pratiche e di favorire il dialogo sul tema ed è composto da cinque membri incaricati dal Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU.

Sintesi dei contenuti del Rapporto del Gruppo di Lavoro sulla Discriminazione contro le donne nella legge e nella pratica in riferimento alla salute e alla sicurezza

Il rapporto del Gruppo di Lavoro evidenzia come la strumentalizzazione dei corpi delle donne sia al centro della discriminazione contro le donne, ostacolando la realizzazione del più elevato livello di salute raggiungibile.

Il godimento non discriminatorio del diritto alla salute da parte delle donne deve essere autonomo, effettivo ed accessibile e lo Stato ha la responsabilità primaria di rispettare, proteggere e realizzare il diritto alla salute delle donne nella legge e nella pratica, anche quando i servizi sanitari sono erogati da privati.

L’eguaglianza sostanziale nel settore della salute e della sicurezza richiede un trattamento diversificato. Nel corso del loro ciclo vitale, dall’infanzia all’età avanzata, le donne presentano necessità di salute e vulnerabilità che sono distintamente diverse da quelle degli uomini. Le donne hanno funzioni biologiche specifiche, sono esposte a problemi di salute esclusivamente femminili, sono vittime di una violenza di genere pervasiva e, statisticamente, vivono più a lungo degli uomini con la conseguenza di un maggiore bisogno di usufruire dei servizi sanitari frequentemente e in età avanzata. Pertanto le donne e le ragazze fanno esperienza degli effetti negativi delle inadeguatezze dei servizi sanitari più intensamente degli uomini.

Le donne sono esposte ad un rischio sproporzionato di subire trattamenti degradanti e umilianti nelle strutture sanitarie, specialmente durante la gravidanza, il parto e nel puerperio.

La strumentalizzazione dei corpi delle donne consiste nell’assoggettamento delle funzioni biologiche naturali delle donne ad una agenda patriarcale politicizzata, volta a mantenere e perpetrare determinate idee della femminilità in opposizione alla mascolinità e al ruolo subordinato delle donne nella società.

Le raccomandazioni rivolte agli Stati

Il Gruppo di Lavoro formula in calce al documento una serie di raccomandazioni rivolte agli Stati Membri affinchè:

(a) applichino gli standard dei diritti umani e dei principi di uguaglianza, non discriminazione e empowerment delle donne come riferimento per tutti gli interventi che riguardano la salute e la sicurezza delle donne;

(b) siano guidati dal concetto del diritto delle donne all’uguaglianza, che richiede un trattamento differenziato nella salute, che implichi ma vada anche oltre la salute sessuale e riproduttiva, per definire misure di condotta e allocazione di risorse;

(c) prendano in considerazione l’impatto della sicurezza delle donne sulla loro salute fisica e mentale e proteggano le donne e le ragazze dalla violenza domestica, dalla violenza nel percorso da casa a scuola e viceversa, in altri spazi pubblici e nelle strutture sanitarie;

(d) adottino un approccio olistico verso la salute e la sicurezza delle donne considerando il loro completo ciclo vitale, dalla infanzia all’età avanzata, come fasi interconnesse con distinte caratteristiche e necessità.

In riferimento alla strumentalizzazione dei corpi delle donne il Gruppo di Lavoro raccomanda agli Stati che:

  1. Adottino delle misure per combattere ed eliminare, nella legislazione, nelle policy, nelle pratiche culturali e negli stereotipi sociali, tutte le forme di strumentalizzazione dei corpi delle donne e delle loro funzioni biologiche;
  2. Eliminino gli stereotipi di genere nocivi che possano condurre all’anoressia e alla bulimia e a procedure estetiche invasive;
  3. Impediscano l’esclusione dai luoghi pubblici durante le mestruazioni e l’allattamento e prevengano la discriminazione in relazione alla menopausa nel luogo di lavoro;
  4. Adottino e attuino misure forti ed efficaci per contrastare la mutilazione genitale femminile;
  5. Depenalizzino i comportamenti sessuali e riproduttivi attribuiti esclusivamente o principalmente alle donne, incluso l’adulterio, la prostituzione e l’interruzione della gravidanza.
  6. Contrastino gli stereotipi e rafforzino le ragazze a prendersi cura della propria salute e sicurezza sin dalla più giovane età, sia a scuola, sia a casa, ed informino e rafforzino le donne in relazione ai propri corpi in tutte le fasi della loro vita;
  7. Regolamentino le strutture adibite al parto per assicurare il rispetto dell’autonomia delle donne, della loro privacy e dignità umana, incluso il rispetto per le scelte delle donne in relazione al parto in casa, quando non sussistano specifiche controindicazioni mediche;
  8. Prevengano la strumentalizzazione delle donne nello svolgimento del parto ed assicurino che vengano irrogate sanzioni per la violenza ostetrica e ginecologica, inclusa l’esecuzione di tagli cesarei abusivi, il rifiuto di dare alle donne sollievo dal dolore durante il parto o durante l’interruzione chirurgica della gravidanza e la realizzazione di episiotomie non necessarie.

Convegno a Roma, 6 aprile: Discriminazioni contro le donne nella legge e nella pratica

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“Le discriminazioni contro le donne nella legge e nella pratica”
Con la partecipazione di
Federica Donati, Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU (UNHCHR)

6 aprile 2018, ore 10:50-13.30
presso l’Università degli Studi Roma TRE
Dipartimento di Scienze Politiche

Partecipazione gratuita
Visto i posti limitati è gradita l’iscrizione:
bastatacere.ovoitalia@gmail.com

L’iniziativa è volta a presentare il “Documento del Gruppo di Lavoro delle Esperte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani sul tema della discriminazione contro le donne in relazione alla salute e alla sicurezza.” Nel convegno verrà presentata la versione italiana del rapporto del Gruppo di Lavoro e interverrà, in qualità di relatrice, la dott.sa Federica Donati dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (UNHCHR).

Il rapporto del Gruppo di Lavoro evidenzia come la strumentalizzazione dei corpi delle donne sia al centro della discriminazione contro le donne, ostacolando la realizzazione del più elevato livello di salute raggiungibile. Il godimento non discriminatorio del diritto alla salute da parte delle donne deve essere autonomo, effettivo ed accessibile e lo Stato ha la responsabilità primaria di rispettare, proteggere e realizzare il diritto alla salute delle donne nella legge e nella pratica, anche quando i servizi sanitari siano erogati da privati. Le donne sono esposte ad un rischio sproporzionato di subire trattamenti degradanti e umilianti nelle strutture sanitarie, specialmente durante la gravidanza, il parto e nel puerperio. La strumentalizzazione dei corpi delle donne consiste nell’assoggettamento delle funzioni biologiche naturali delle donne ad una agenda patriarcale politicizzata, volta a mantenere e perpetrare determinate idee della femminilità in opposizione alla mascolinità e al ruolo subordinato delle donne nella società.

La traduzione in italiano del Rapporto del Gruppo di Lavoro, pubblicata sul sito dell’Alto Commissariato – UNHCHR, è stata realizzata da Alessandra Battisti ed Elena Skoko. Si tratta al momento dell’unico documento in italiano presente nel sito di UNHCHR. L’attività di traduzione è stata effettuata previo consenso della coordinatrice del Gruppo di Lavoro e con la finalità di dare massima diffusione del rapporto nel territorio nazionale.

Alessandra Battisti, avvocato del Foro di Roma ed Elena Skoko, traduttrice e ricercatrice indipendente, promotrici dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica, svolgono da anni attività di advocacy sul diritto alla salute nel percorso nascita, promuovendo il rispetto delle raccomandazioni e degli standard internazionali di qualità e sicurezza delle cure nel rispetto dei diritti umani. Hanno già tradotto due dichiarazioni dell’OMS, entrambe pubblicate sul sito istituzionale dello stesso.

Il convegno è stato promosso ed organizzato dal prof. Salvatore Bonfiglio, dall’avv. Alessandra Battisti e dalla dott.sa Elena Skoko, rispettivamente Direttore e membri dell’Unità di Ricerca sulla Maternità e Nascita (DUMN), presso il Laboratorio Multimediale di Comparazione Giuridica, Dipartimento di Scienze Politiche, Università degli Studi “Roma TRE”.

Nuovo questionario internazionale: Babies Born Better Survey

Vi invitiamo a compilare il nuovo questionario internazionale Babies Born Better Survey dove potrete descrivere la vostra esperienza di parto negli ultimi 5 anni. 

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Per compilare il questionario in italiano, clicca qui:

https://www.surveymonkey.co.uk/r/ST93TWB

Per compilare il questionario in altre lingue, clicca qui:
Hai avuto un bambino negli ultimi cinque anni?
Ci piacerebbe conoscere la tua esperienza!

Stiamo conducendo questo studio per conoscere le esperienze di travaglio e di parto delle donne in alcuni paesi del mondo. Le tue risposte ci aiuteranno a confrontare ciò che le donne pensano in relazione all’assistenza al parto nei differenti paesi. Il nostro auspicio è di utilizzare i risultati del sondaggio per individuare cosa, secondo le donne, funziona meglio e per utilizzare tali informazioni per migliorare l’assistenza in futuro.Siamo un gruppo di ricercatori nell’ambito sanitario che lavorano ad un grande progetto di ricerca chiamato Babies Born Better Survey-BBB3 (www.babiesbornbetter.org). Il sondaggio è stato avviato come parte di un progetto finanziato dall’Unione Europea e ora viene ora gestito dalla University of Central Lancashire (UCLan) nel Regno Unito e dalla Hannover Medical School in Germania.Se desideri partecipare, ti chiediamo di compilare il presente questionario on line. Ti verranno rivolte non più di 28 domande e il tempo richiesto per rispondere è di circa 15-20 minuti.

Ti chiediamo cortesemente di leggere le domande e di rispondere in maniera più veritiera possibile. Vorremmo sapere dell’assistenza ricevuta per il tuo figlio o tua figlia più piccolo/a (quello/a nato/a per ultimo/a).

La privacy e la riservatezza sono fondamentali. Tutte le informazioni che inserirai nel questionario saranno rese anonime (cosicché il tuo nome non potrà mai essere associato alle risposte) e saranno conservate in sicurezza presso la University of Central Lancashire (UCLan),  nel Regno Unito. Le tue risposte verranno utilizzate solamente per la ricerca e/o  per lo sviluppo di servizi di assistenza alla maternità. Puoi interrompere il questionario in ogni momento chiudendo la finestra del browser. Ad ogni modo, poichè non possiamo collegare le risposte al tuo nome, non sarà possible rimuovere le risposte un volta terminato il questionario nella pagina finale. Completando il questionario, acconsenti all’utilizzo delle risposte.

I risultati del presente sondaggio verranno pubblicati on-line e li aggiorneremo regolarmente. Ti invitiamo a visitare il nostro sito web per vedere i risultati già pubblicati (www.babiesbornbetter.org). Ogni risposta è importante, grazie del tempo dedicato a rispondere alle domande del nostro questionario!

Per qualsiasi richiesta inerente il presente questionario ci contatti pure direttamente (admin@babiesbornbetter.org)

Per qualsiasi chiarimento circa lo svolgimento della ricerca o in relazione alle persone coinvolte nello studio si prega di scrivere al Comitato Etico della UCLan University al seguente indirizzo: OfficerForEthics@uclan.ac.uk.