Sangue del SUO sangue

Comunicazione urgente. La Regione Lazio ha revocato la sala e il patrocinio per la proiezione dell’anteprima della video inchiesta Sangue del suo sangue. Le organizzatrici stanno cercando di trovare una location alternativa. Per tutti gli aggiornamenti: comitato CoRDiN.

Sangue del suo sangue
di Amyel Garnaoui e Angelo Loy

Prima video inchiesta sulla donazione del cordone

locandina REVOCATA_senza salaIn cosa consiste la donazione del sangue del cordone ombelicale? La pratica della raccolta del sangue cordonale ha delle conseguenze sulla salute del neonato? A chi appartiene il sangue del cordone ombelicale? A chi appartengono le cellule staminali contenute in questo sangue? Le donne sono correttamente informate sulla natura di questa donazione? Quanto costa al Servizio Sanitario Nazionale la raccolta e la conservazione del sangue cordonale? Esistono alternative efficaci a questa donazione?

Queste le domande che intende sollevare il film, attraverso un viaggio in Italia alla ricerca delle figure coinvolte in tale complessa realtà: madri, ostetriche, ginecologi, ricercatori, politici, magistrati, associazioni, pazienti, alla luce delle più recenti ricerche scientifiche.

 

Si sta organizzando una proiezione in contemporanea nazionale il giorno 7 aprile 2017, in occasione della giornata Nazionale della Salute nelle varie città. Se siete interessate ad aderire e organizzare una proiezione nella vostra area vi preghiamo di scrivere al seguente indirizzo: sanguedelsuosangue@gmail.com.

Qui la mappa delle proiezioni, in continuo aggiornamento:

Convegno ad Andria (Puglia)

“Accogliere la vita: la protezione dei diritti della partoriente e del neonato”

8 Marzo 2017, Andria

All’evento sono stati attribuiti n.2 (due) crediti formativi in Diritto Penale. Per iscrizioni: riscoprirsi.andria@gmail.com, per info: 329.1310666.

locandina-vo-andria-8-marzo

Le associazioni “RiscoprirSi…” Centro Antiviolenza di Andria, l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica (O.V.O. Italia), Rinascere al naturale ONLUS, il Comitato per la Buona Nascita, Human rights in childbirth in Italy organizzano il Convegno “Accogliere la vita: la protezione dei diritti della partoriente e del neonato”. L’evento si svolgerà mercoledì 8 Marzo p.v. in concomitanza con la Giornata Internazionale della Donna presso la biblioteca comunale “G. Ceci” di Andria dalle 9.00 alle 19.00.

Il Convegno affronterà il tema degli abusi e della mancanza di rispetto che le donne e i neonati subiscono durante l’assistenza alla nascita con conseguente violazione dei diritti umani, come evidenziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Altresì sarà approfondito il tema della nascita rispettata con un approccio multidisciplinare e inclusivo della società civile.

Sono previste tre sessioni. La prima, che si svolgerà dalle 10,00 alle 13,30, sarà incentrata sulla violenza ostetrica e sulle buone prassi nell’assistenza alla nascita. Saranno esposti i cartelli delle donne della campagna #Bastatacere ed interverranno Elena Skoko (fondatrice Osservatorio Violenza Ostetrica Italia), Denise Montinaro (Rinascere al Naturale Onlus – Comitato per la Buona Nascita), Mariano Cantatore (direttore UO Ginecologia e Ostetricia Ospedale Bonomo Andria), l’ostetrica Rosaria Santoro, Michele Fattibene (ginecologo, componente équipe multidisciplinare specialistica per abuso e del maltrattamento all’infanzia – ASL BAT), l’ostetrica Maria Schiavelli (presidente Collegio Ostetriche BA-BAT), Michela Cericco (presidente Ass. La Goccia Magica, Genzano di Roma), l’ostetrica Maria Rosaria Antolini (Consultorio Familiare ASL BAT), Roberta Brucoli (vice presidente Ass. LATTE + AMORE = MAMMAMIA), la psichiatra Claudia Ravaldi (presidente Ass. CiaoLapo).

La seconda sessione (14,30-16,30) sarà dedicata all’analisi dei momenti della gravidanza e del parto osservati nel campo dell’esperienza umana. Sono previsti i contributi dell’antropologa Rosa Parisi (Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Foggia), dello psicologo e pedagogista steineriano Davide Porro, della sociologa e antropologa Lia Lombardi (Facoltà di Medicina, Università di Milano), della psicoterapeuta Gabriella Buchignani (ASL2 Lucca) e dell’ostetrica Maria Grazia Biagini.

La terza sessione (16,30-18,00) – dal taglio squisitamente giuridico – e dedicata alle proposte di legge sul parto naturale, vedrà gli interventi della vice presidente della Casa delle Donne di Taranto, Anna Rita Lemma, della Consigliera regionale e avvocata Grazia Di Bari, dell’avvocata Alessandra Battisti (Human Rights in Childbirth in Italia)e dell’avvocata Roberta Schiralli (Centro Antiviolenza “RiscoprirSi…”).

Inoltre, nella giornata del Convegno si chiuderà ufficialmente la petizione pugliese avviata da Rinascere al Naturale Onlus per richiedere un’assistenza alla nascita più rispettosa negli ospedali e la libertà di scelta nel parto. La petizione, sostenuta da molte associazioni e da vari professionisti, ha già numerose sottoscrizioni sia nel formato cartaceo, che in quello virtuale. Sarà possibile sottoscriverla ancora nel corso della prima parte del Convegno, poi una delegazione dell’associazione promotrice consegnerà ufficialmente le firme alla Consigliera regionale Grazia Di Bari.

Nell’area antistante la biblioteca comunale, per tutta la durata del convegno, sosterà il #CamperRosa, il cui l’obiettivo è di fare sensibilizzazione riguardo i diritti umani della maternità e della nascita attraverso il pacifico attivismo materno.

L’evento ha ricevuto il patrocinio del Collegio delle Ostetriche Bari-Bat, del CPO (Comitato Pari Opportunità Ordine Avvocati di Trani, dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, della Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Puglia, della Consigliera di parità della regione Puglia.

Sono partner le Associazioni CiaoLapo, il Comitato CoRDIN, La goccia magica – Genzano di Roma, LATTE+AMORE=MAMMAMIA e Psicoluoghi.

 

Violenza ostetrica: percezione del fenomeno da parte di ostetriche e studentesse

barbaralongofotoIl presente articolo è il riassunto dello studio svoltosi di recente nell’ambito della tesi di laurea triennale in ostetricia presso l’Università di Milano(1)*. Lo studio si prefigge di indagare quale sia la percezione che ostetriche/ci e studentesse in ostetricia abbiano del fenomeno definito violenza ostetrica. Per raggiungere questo scopo si è cercato innanzitutto di capire quali fossero le conoscenze delle persone intervistate in merito ad elementi che hanno contribuito a sollevare, anche in Italia, la questione legata a questo tipo di violenza, ovvero la nascita della campagna mediatica “Basta Tacere”, la nascita di OVOItalia e la dichiarazione dell’OMS del 2014 relativa alla “Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”(2). La tesi non si prefigge dunque di entrare nel merito dell’assistenza offerta dalle diverse figure professionali quanto piuttosto di comprendere ed osservare questo delicato fenomeno da una prospettiva differente, che non sia quella offerta dalle madri.

Per la raccolta dati è stata richiesta la compilazione di un questionario, diffuso via email, a tutti i professionisti iscritti ai Collegi delle Ostetriche della Regione Lombardia e a tutte le studentesse iscritte presso i Corsi di Laurea in Ostetricia nella medesima regione. La diffusione dei questionari è stata avviata in data 9 Settembre 2016 e si è conclusa il giorno 13 Ottobre 2016 ed è stata possibile anche grazie alla collaborazione dei Collegi stessi che hanno inoltrato il modulo con le domande all’intera mailing list delle professioniste iscritte presso i rispettivi albi professionali.

Il questionario è costituito da domande formulate attingendo a fonti di diversa natura quali ad esempio la Dichiarazione dell’OMS del 2014 (2). I quesiti sono raggruppabili in tre sezioni principali: la prima permette di raccogliere informazioni generali relative alle intervistate (qualifica, età anagrafica, anni di esercizio della professione, città in cui si svolge l’esercizio della professione, tipo di struttura in cui si esercita, anni di esercizio in tale struttura); la seconda comprende domande pensate per suscitare nelle compilatrici riflessioni di carattere critico in merito al fenomeno trattato; l’ultima parte da modo di valutare, in maniera immediata, quale sia l’opinione, la percezione e la considerazione che professioniste e studentesse hanno della violenza ostetrica, anche in relazione ai propri vissuti.

I dati ottenuti (in tutto 354 questionari) sono stati analizzati e confrontati con le informazioni, presenti nel “BastaTacere REPORT”(3), relative alle testimonianze delle donne che hanno subito in prima persona abusi ostetrici. Questo confronto ha permesso di evidenziare l’esistenza di elementi di concordanza/discordanza tra il punto di vista delle donne e quello delle ostetriche e studentesse.

Dall’analisi dei dati si evince che, nonostante il campione non abbia una conoscenza omogenea ed adeguata relativamente al tema trattato, sia comunque cosciente dell’esistenza di questo tipo di violenza, sia cosciente di quali siano le pratiche che violino i diritti della partoriente, di quali possano essere le cause alla base del problema e quali le possibili soluzioni.

Il successivo confronto dei risultati con le informazioni presenti nel “BastaTacere REPORT” (3) mostra come, su alcuni punti, esistano corrispondenze tra le esperienze vissute dalle madri e gli episodi a cui le professioniste hanno personalmente assistito durante il corso della propria carriera/tirocinio. In particolare in entrambi i gruppi viene testimoniata in maniera evidente una carenza di un consenso realmente informato: una maggioranza assoluta del 64,5% delle ostetriche/studentesse ed una maggioranza relativa del 42,5% delle madri hanno rispettivamente osservato e vissuto in prima persona questo tipo di esperienza. Dunque il campione preso in considerazione nella tesi ha una corretta percezione di quale sia la pratica di cui le madri risentono maggiormente, evidenziando così una parziale corrispondenza tra il punto di vista materno e quello delle professioniste ostetriche. Nel seguente grafico si può osservare in maniera più chiara l’intero confronto di dati, tenendo in considerazione che le persone intervistate hanno avuto la possibilità di effettuare una scelta multipla tra le opzioni di risposta proposte.

CONFRONTO VISSUTI

schermata-2017-01-11-alle-21-48-13

La correlazione tra i due punti di vista può rappresentare un trampolino di lancio che permetta di aprire un dialogo, e non uno scontro, tra diversi attori in gioco nella scena del parto (madri e ostetriche) e che possa condurli a muoversi nella stessa direzione, verso un obiettivo comune: la realizzazione di un’assistenza al parto rispettosa della donna e del suo bambino e che sia all’altezza delle potenzialità che, ogni ostetrica che lavori con passione, rispetto e professionalità, possiede.

Nonostante la ricerca stia iniziando a prendere piede in questo campo, sono ancora scarse le informazioni presenti in letteratura circa l’entità del fenomeno ed è evidente come non ci sia alcun tipo di studio condotto sui professionisti, non con lo scopo di giudicarne l’operato, il che creerebbe solo barriere ed opposizione, ma con l’obiettivo di comprendere tutti gli aspetti del loro lavoro, per capire quali siano le diverse realtà e circostanze in cui si trovano ad esercitare e, di conseguenza, quale sia il tipo di assistenza che sono in grado di fornire in tali ambienti. Potrebbe essere dunque utile approfondire ed ampliare gli

studi e le ricerche in merito coinvolgendo anche gli operatori e le operatrici, per poter cogliere ulteriori informazioni utili ai fini della prevenzione ed eliminazione di queste forme di abuso sulle donne.

Autrice: Barbara Longo

FONTI:

(1) Longo B, Violenza ostetrica: percezione del fenomeno da parte di ostetriche e studentesse, Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Ostetricia, 2016.
(2) OMS, La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere, OMS, 2014.
(3) Skoko E, Battisti A, #Bastatacere Report, OVOItalia, maggio 2016.

* Per la presente tesi è stata concordata la collaborazione ufficiale tra il Corso di Laurea in Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano e l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia.

Protezione dei diritti della partoriente e del neonato, Roma, 21 novembre

Web

L’on.le Adriano Zaccagnini
invita la cittadinanza e le istituzioni al convegno dal titolo 

“Protezione dei diritti della partoriente e del neonato” 

che si terrà a Roma il 21 novembre 2016
dalle ore 10.00 alle 17.00

presso la Camera dei Deputati
Sala del Refettorio, in via del Seminario n. 76.

L’evento si svolge in concomitanza con la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne e affronta il tema degli abusi e della mancanza di rispetto che le donne e i neonati subiscono durante l’assistenza alla nascita con conseguente violazione dei diritti umani, come evidenziato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’evento vedrà la partecipazione dell’On.le Zaccagnini, di professionisti sanitari e giuridici, di professori universitari, di esponenti di associazioni che si occupano di violenza contro le donne e di associazioni di madri attive sul territorio italiano a tutela dei diritti umani nella nascita.

L’obiettivo della giornata è affrontare il tema della nascita rispettata con un approccio multidisciplinare e inclusivo della società civile, quale portatrice di interessi meritevoli di tutela e considerata, dal sistema delle Nazioni Unite, attore chiave nei processi di cambiamento.

Hanno contribuito alla realizzazione dell’evento Human Rights in Childbirth in Italia, il Comitato CoRDiN per i diritti dei neonati e l’Ass. la Goccia Magica.

Per iscrizioni ed ulteriori informazioni: hric.italy@gmail.com.

PROGRAMMA

10.00: Saluti delle Autorità

10.15: “Le proposte di legge in tema di assistenza alla nascita in discussione presso la Camera dei Deputati”, On. Adriano Zaccagnini

10.40: “La PDL Zaccagnini alla luce delle raccomandazioni OMS e dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani”, Alessandra Battisti, avvocato e Legal Advocacy Coordinator per Human Rights in Childbirth in Italia

11.00: “#Bastatacere: le madri raccontano la violenza ostetrica in Italia”, Elena Skoko, madre, fondatrice dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia

11.20: “Come la violenza ostetrica influisce sull’allattamento al seno”, Michela Cericco, madre, Presidente dell’ass. La Goccia Magica, Genzano Romano

11.40: “La pratica dell’episiotomia: necessità o tradizione?” Alessandro Schippa, medico ginecologo presso C.d.c Fabia Mater, Consulente Specialista Istituti Penitenziari Rebibbia, CTU del Tribunale di Velletri

12.00: “Differenza Donna e i saperi dei Centri antiviolenza come strategia di contrasto alla violenza maschile sulle donne”, Elisa Ercoli, Presidente ass. Differenza Donna

12.20: “Aspetti psiconeuroendocrinoimmunologici nella gestazione e nel parto e sindrome post-traumatica da stress.”, Emanuela Battisti, medico psicoterapeuta

12.40: “La mancanza di rispetto del lutto perinatale nell’assistenza alla nascita”, Claudia Ravaldi, psichiatra, presidente dell’ass. Ciao Lapo

13.00-14.00: pausa pranzo

Leggerà i cartelli delle donne della campagna #Bastatacere l’attrice e doppiatrice Margherita Patti

14.10: “L’eccesso di cesarei come forma di violenza ostetrica: cosa accade in Puglia” Denise Montinaro, madre; Rosaria Santoro, Ostetrica, Rinascere al Naturale Onlus – Comitato per la Buona Nascita

14.30: “Come prevenire e contrastare la violenza ostetrica all’interno del Sistema Sanitario Nazionale: la realtà dell’ospedale S. Chiara di Trento e il Percorso Nascite nel Trentino”, Caterina Masè, Operation Manager Percorso Nascite, responsabile ostetrica sala parto Ospedale S. Chiara, Presidente del Collegio delle Ostetriche di Trento

14.50: “La responsabilità professionale dei sanitari: uno sguardo oltre la siepe. Appunti per una analisi comparata e prospettica”, Francesco Marchitelli, Direttore UOC AA.GG e Ist.li, Coordinatore CVSA (comitato valutazione sinistri aziendale)

15.10: “Violenza ostetrica: si può parlare di violenza di genere?”, Lia Lombardi, sociologa e antropologa, Docente presso la Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Milano

15.45: Dibattito e question-time.

17.00: Fine dei lavori

Modera: Avv. Alessandra Battisti

Per informazioni e iscrizioni: hric.italy@gmail.com (100 posti)

Si ricorda l’obbligo di giacca e cravatta per gli uomini e un abbigliamento formale per le donne

[eng] Italian Law Proposal for the Respect of Human Rights in Childbirth and the Promotion of Physiological Birth (Introduction)

Chamber of Deputies
Legislative Proposal by the Deputy
Hon. ZACCAGNINI

Norms for the Protection of the Rights of Women and Newborns in Childbirth and Regulation for the Promotion of Physiological Birth
(link to the original document in Italian)

Submitted on 11th of March 2016

schermata-2016-05-07-alle-16-29-45

(Introduction)

Honorable Colleagues! – The present legislative proposal is aimed at promoting the respect of the rights and the dignity of the childbearing woman and newborns during facility based and out of hospital childbirth.

The proposal stems from the recent WHO Statement on “The prevention and elimination of disrespect and abuse during facility-based childbirth”. The WHO Statement reports of disrespectful and abusive treatments during childbirth in healthcare facilities that include “outright physical abuse, profound humiliation and verbal abuse, coercive or unconsented medical procedures (including sterilization), lack of confidentiality, failure to get fully informed consent, refusal to give pain medication, gross violations of privacy, refusal of admission to health facilities, neglecting women during childbirth to suffer life-threatening, avoidable complications, and detention of women and their newborns in facilities after childbirth due to an inability to pay. Among others, adolescents, unmarried women, women of low socio-economic status, women from ethnic minorities, migrant women and women living with HIV are particularly likely to experience disrespectful and abusive treatment”.

The WHO highlights that abuse, neglect or disrespect during childbirth can amount to a violation of a woman’s fundamental human rights, as described in internationally adopted human rights standards and principles. More specifically, mistreatments during childbirth violate the constitutional right to health of women and newborns. It is considered that individual or public health outcomes cannot be reached without the acknowledgment and protection of fundamental human rights of the human being.

In order to promote maternal and infant health at the national level, it is our duty to promote the respect of women’s rights, acknowledging that women are subjects of care and not passive objects of healthcare treatments. At present day, too many medical treatments are carried out without involving the woman in the decisional process regarding her body. The informed consent still represents uniquely a formal signing of documents, while women that give birth in the healthcare facilities are forced to inappropriate practices that are violating their human dignity. A positive childbirth experience strengthens physical and mental health of the mother, generating positive outcomes for her babies, her family and the health of a population as a whole.

In Italy, the medicalisation of childbirth has been increasingly leading to the growth of c-section rates, without clinical justification, that may affect women’s and babies’ health in the short and long term, as stated in the WHO declaration on c-section rates. The official inquiry of the former Minister of Health, Mr Balduzzi, in 2013 has highlighted that, in Italy, high c-section rates were not based on the appropriateness of care and true necessity. The conclusions, publicly disclosed by the Minister, highlighted that there were violations of women’s right to health and substantial damage to the Italian public treasury.

The investigations conducted by the National Institute of Health (Istituto Superiore di Sanità – ISS) on maternal mortality in Italy showed worrying figures. These investigations and further evidences highlight that maternal death rates are proportionally growing as c-section rates increase. Recent maternal death cases in Italy have shaken the public opinion. We need to draw a lesson from these tragic events and deeply rethink and reshape the maternity model of care that cannot be based on emergency measures. In order to do so, we advocate for appropriate investigations about what happened in the recent maternal death cases, reconsidering the national maternity healthcare in a systematic and systemic ways, involving all the governamental institutions, researchers, civil society and affected families. We can take example from similar situations in the UK, where thorough investigations have been made and valid proposals for change have been advanced from the top and from the bottom of the society (Morecambe Bay Investigation, National Maternity Report).

Within the frame described above, the present proposal of law, First Chapter, Article 1, promotes the respect of fundamental human rights and personal dignity of the childbearing woman and newborn, the appropriate use of medical interventions with the aim to reduce the c-section rates, to reduce the surgical vaginal birth and to reduce all the harmful practices damaging physical and mental integrity of women, including verbal humiliation.

The Second Chapter is dedicated to women’s rights and the right to free, conscious and informed consent to medical treatments during labour and childbirth. Art 2 defines women’s rights during childbirth and statues the principles that women’s fundamental rights cannot be restricted in reason of labour and childbirth. Under no circumstances can a woman be deprived of her fundamental and constitutional rights.

The following articles identify healthcare practices that offend the dignity and integrity of the woman, establishing the indemnities related to the offences.

The offence of obstetric violence has been introduced as a category of violence against women, already regulated by several South American Countries. The obstetric violence is defined in the South-American legislations as the appropriation of a woman’s body and her reproductive processes by health personnel, in the form of dehumanizing treatment, abusive medicalization and pathologization of natural processes, involving a woman’s loss of autonomy and of the capacity to freely make her own decisions about her body and her sexuality, which has negative consequences for a woman’s quality of life.

The Chapter III is dedicated to the newborn’s rights with the ban on the donation of cord blood since it biologically belongs to the newborn.

The Chapter IV states that Regions and the Autonomous Province of Trento and Bolzano have to provide, trough the healthcare system plans, and according to economic and available human resources, appropriate information to the woman about physiological birth (through the Family Counselling Units, “Consultori Familiari”) and they have to carry out models of maternity care aimed to enhance the health and the wellbeing of the mother and the newborn, in the frame of the present law.

Art 23 statues the obligation for the Healthcare Trusts to provide open, transparent, easy to access public accountability systems for Healthcare Trusts and single hospitals, trough the use of on line forms, publications and dedicated web pages. Furthermore, the Healthcare Trusts have to provide on-line and paper methods for the evaluation of the healthcare received, and for the documentation of the health outcomes.

The Healthcare Trusts have to provide the healthcare personnel with adequate tools for the evaluation of the healthcare carried out in their Trust, particularly in difficult cases, with unfortunate health outcomes. To decrease litigation, lawsuits and defensive medicine, the Healthcare Trusts have to use the method of open disclosure, with emphasis on a transparent, respectful and compassionate communication between families and healthcare givers involved in unfortunate events. The reports of the users’ and healthcare providers’ evaluations have to be published annually on the web site of each Healthcare Trust.

Healthcare Trusts have to provide models of birth plan available for the users of the maternity care services. The users should be able to draft and update their birth plan throughout pregnancy with the help of a midwife. Every Healthcare Trust should designate the local network of “Family Counseling Units” to give support with the birth plan models, enhancing the existing services. Family Counseling local networks should be improved and supported to provide adequate information to childbearing women offering pregnancy, birth and breastfeeding courses regularly. The positive outcomes of the Family Counseling Units services have been confirmed since decades, as stated in the Ministry of Health Decree, dated 24th of April 2000, published in the Gazzetta Ufficiale n. 131, 7thJune 2000, on the subject of “Maternal-Infant Goal Project” (“Progetto Obiettivo Materno-Infantile – POMI”). Healthcare Trusts have to promote the dialogue with the civil society at local level involving the volunteers’ associations and enhancing the role of the peer-to-peer volunteer mothers. Healthcare Trusts have to create multidisciplinary dialogue tables, inclusive of the civil society, with regular half-yearly meetings.

Finally, the Art 25 states the obligation for the Ministry of Health to present to the Parliament an annual report on the status of implementation of the present law.

Translation by Alessandra Battisti and Elena Skoko

Strasburgo 19 ottobre: OVOItalia alla Conferenza sui Diritti Umani nella Nascita

hric-strasburgo

Il 19 ottobre OVOItalia sarà a Strasburgo alla Conferenza internazionale sui Diritti Umani nella Nascita per raccontare le VOSTRE STORIE di violenza ostetrica e per far sapere al mondo cosa succede nell’assistenza al parto in Italia.

Presenteremo anche i risultati preliminari di QuestOVO. Informazioni sulla conferenza qui: http://www.midwiferytoday.com/co…/Strasbourg2016/program.asp.

Il programma in PDF è disponibile qui: hriceusummitprogram-oct2016.

Il Camper Rosa delle Madri: on the road dai Castelli Romani a Vipiteno

vipiteno_1

20 Agosto 2016. Mancano poche ore e il Camper Rosa delle Madri dei Castelli Romani accende il motore e una piccola ma significativa rappresentanza raggiungerà le Madri di Vipiteno per incontrare e portare un messaggio corale a difendere e proteggere la buona nascita. Tutto pronto, per un viaggio carico di tanti significati!

Ore 23.40 superato Fabro… la postazione itinerante ALL’ATTO pratico del Camper Rosa delle Madri, chilometro dopo chilometro con la pazienza che solo un padre e una madre sanno attingere per affrontare un viaggio con un mezzo che costringe chi guida ad andare adagio. Adagio, come un padre e una madre fanno con i figli, rallentano il passo per camminare insieme.vipiteno_2

Una Luna calante di agosto accompagna questo viaggio. Una luna particolare, che all’apice della sua pienezza di qualche giorno fa ha influenzato con energia del Divino Femminile il ciclo, la spiritualità del mondo femminile e maschile. Nulla viene a caso neanche un viaggio come questo, ricco di significato legato a un momento sacro del femminile e del maschile: la nascita!

Il Camper Rosa vede un alba diversa nel giorno del 21 Agosto 2016.

In un’altra vita era  un camper che accompagnava una copia di sposi nei loro viaggi itineranti alla scoperta di luoghi sempre nuovi, li proteggeva, offriva cure e servizi a far stare comodi come a casa al suo equipaggio… Non ha cambiato la sua natura amorevole verso l’equipaggio, anzi seppur gli anni passano il Camper Rosa non si tira indietro e vede ancora tanta strada fatta dai suoi specchietti sempre con lo spirito amorevole che ha contraddistinto tutti i suoi viaggi.

Un selfie al grande svincolo di Padova.vipi3

Cominciamo a conoscere i protagonisti di questa impresa. La nostra Ilaria, Madre dal cuore grande e amorevole di questo speciale equipaggio.

Il Camper Rosa annuncia l’arrivo a Bolzano circa alle 10.00 del mattino del 21 agosto 2016.

vipi5L’equipaggio di un camper che si rispetti in viaggio, durante il giorno, trova sempre il modo di conoscere gli usi e costumi dei luoghi lungo l’itinerario, senza dimenticare l’esigenza dei componenti dell’equipaggio più piccini.

L’equipaggio del Camper Rosa non dimentica queste intelligenti regole di vita itinerante a rendere i viaggi sempre meravigliosamente diversi nei passaggi, sapori e aromi.

La salita rallenta il viaggio, ma il glorioso e fiero Camper Rosa delle Madri dei Castelli Romani continua il viaggio per l’appuntamento ufficiale del 22 Agosto 2016 alle 10.30 all’ospedale di Vipiteno.

Raggiunta la destinazione di arrivo: Città di Vipiteno!

vipi6Si comunica pubblicamente all’equipaggio, attraverso i social media che hanno seguito l’impresa del Camper Rosa per ogni km che dai Castelli Romani i cuori delle madri, carichi di amorevoli sentimenti a governare pensieri, determinati a proteggere, difendere e sostenere la buona nascita, sono a Vipiteno insieme a Ilaria!

Le volontarie della Goccia Magica, Città delle Mamme Frascati, Chiara per i Bambini del Mondo, Human Rigth in Childbirth in Italia, CreAttivamente Ostetriche e tutte le madri che conoscono le associazioni e ci seguono, una comunità intera, unita alla rappresentanza della Goccia Magica, Città delle Mamme Frascati, e Chiara per i Bambini nel Mondo associazioni di volontariato dei Castelli Romani pronte nel chiedere un servizio dove il sapere ostetrico e medico sanno essere al servizio della nascita e non viceversa, proprio come succede all’ospedale di Vipiteno!

vipi7.pngL’indomani, il 22 Agosto 2016 presso l’ospedale di Vipiteno Ilaria Dal Sasso, una Madre Peer to Peer Volontaria della Goccia Magica, in rappresentanza delle Associazioni di Volontariato dei Castelli Romani: La Goccia Magica, Città delle Mamme Frascati, Chiara per i Bambini del Mondo, ha consegnerà anche per conto di OVO Italia (Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia) il Report #bastatacere nelle mani delle Madri Attiviste alto tesine e all’equipe del centro nascita di Vipiteno.

Le madri di Vipiteno hanno voce!

vipi8

vipi9

Arrivo del Camper Rosa delle Madri all’ospedale di Vipiteno.

Che le madri e il loro impegno come tali, insieme ai padri, siano le fondamenta sulla quale si struttura la società passata, presente e futura lo dimostra la preoccupazione dello Stato guardando i dati ultimi sulla scarsa natalità in Italia.

Una benedizione alle madri e ai bambini e a ciò che rappresentano ci vuole proprio.

GRAZIE PER AVERCI PENSATO, comunità di Vipiteno.

vipi10Le madri di Vipiteno e delle Valli dell’alto Adige sono arrivate ad accogliere Ilaria Camper Rosa arrivato dai Castelli Romani, della Regione Lazio fino a Vipiteno a dare forza alle loro voci.

Le madri Trentine pensano a tutto. L’incontro è importante e porta in consegna il documento che documenta il dolore delle donne che hanno subito violenza ostetrica.

vipi11Bisogna pensare ai bambini…ed ecco che arrivano curiose signore a intrattenere e divertire i più piccoli. Perché partecipare e incontri importanti non significa che non possano essere anche a misura di bambini e accompagnati con il sorriso.

È stato così consegnato il Report di #bastatacere OVO Italia nelle mani amorevoli e rispettose del dolore delle nostre sorelle italiane, alle Madri alto tesine affinché la loro determinazione a pretendere l’ascolto e comprensione del punto di vista delle madri nel Percorso Nascita nel Trentino Alto Adige sia più forte.

È necessario che le madri possano prendere parola nelle decisioni che le riguardano, perché le madri e i bambini sono i protagonisti della nascita e se avviene il contrario accade qualcosa di molto rischioso…e #bastatacere ne è il risultato che oggi dobbiamo TUTTI digerire.

Vipiteno è già una soluzione per affrontare le insidie della violenza ostetrica nelle sale parto è non va dispersa questa eccellenza.

vipi15Anche l’equipe dell’ospedale di Vipiteno riceve ufficialmente il Report #bastatacere.

Le madri altoatesine e non solo anche quelle che raggiungono Vipiteno da fuori Regione (circa il 50% delle nascite a Vipiteno sono di madri residenti in altre Regioni) sanno bene cosa troveranno in termini di assistenza alla nascita.

Meno del 5% di episiotomie
Meno del 20%di tagli cesarei
Meno del 20% di parti operativi

Basta questo per confermare che l’equipe ha una responsabilità grande dopo aver sfogliato il report #bastatacere e se non basta, dati ISTAT sulla quale si basa buona parte della valutazione del Ministero della Salute insieme alle indagini condotte dall’Istituito Superiore della Sanità per capire più a fondo il fenomeno.

Ma l’equipe di Vipiteno lo sa bene, ha solo bisogno di sostegno dalla politica regionale e dal governo centrale e dalle madri custodi con loro della buona nascita.

vipi16#bastatacere per Vipiteno

Il Camper Rosa delle Madri dei Castelli Romani in Alto Adige per esprimere solidarietà alla popolazione altoatesina dopo la decisione di chiudere il punto nascita di Vipiteno

Un incontro e uno scambio di doni assai significativo: dal comitato etico di #OVOItalia (osservatorio sulla violenza ostetrica in Italia) arriva il REPORT di #bastatacere, una campagna mediatica che ha messo in luce, attraverso la testimonianza di numerosissime madri e professioniste, la diffusione e la gravità di situazioni di abuso e di violenza ostetrica in alcune sale parto e reparti maternità di tutt’Italia e che ha smosso le coscienze di persone comuni, politici e operatori del settore.

Questo incontro crea dunque un ponte fra il “caso” Vipiteno e il resto d’Italia e mette in evidenza una cosa sempre più evidente: la chiusura del punto nascita di Vipiteno non è affare solo locale.

vipi17Da mesi ormai diversi gruppi di donne che si occupano di nascita e allattamento sul territorio nazionale e chiedono di partecipare attivamente alle scelte, si sono messi in contatto con il gruppo di madri cittadine attive altoatesine, per cercare di capire, per sostenere, per dare forza e voce a chi sul nostro territorio si batte affinché il punto nascite non chiuda e affinché la grande esperienza ed il know-how accumulati dall’equipe di Vipiteno per una nascita rispettosa non venga disperso, anzi possa fungere da stimolo per lo sviluppo delle future politiche di gestione dei servizi relativi alla nascita per il resto della nostra Provincia.

Vista dall’esterno, la chiusura di questo centro, un modello a cui guarda tutt’Italia per la sua adesione a pratiche di buona nascita auspicate da tanti operatori del settore e dai più autorevoli Istituti di ricerca nazionali e internazionali, è incomprensibile, inaccettabile. Anche a Roma, è un parlamentare non altoatesino, l’on. Adriano Zaccagnini, ad aver preso l’iniziativa di difendere Vipiteno, di difendere questa cultura della nascita, attraverso un’interrogazione parlamentare.

vipi18“Deve essere chiaro: non si tratta di attaccamento ai muri” chiarisce Michela Cericco della Goccia Magica dei Castelli Romani, “ma della difesa di una filosofia di assistenza alla nascita rispettosa di mamme e bambini!”

Questo piccolo gesto di solidarietà, ha dunque un sapore complesso che va capito per poter comprendere fino in fondo perché la chiusura di Vipiteno muova in questo momento tanti cittadini e cittadine e non solo le donne direttamente interessate, quelle delle valli limitrofe. Cosa stanno chiedendo le madri e i padri alla politica locale e nazionale? Che tipo di assistenza desiderano e da quale “scappano”, accollandosi viaggi di centinaia di chilometri per scegliere il posto dove partorire o decidendo di partorire in casa?

vipi19Chi limita la lettura delle manifestazioni in difesa del punto nascite di Vipiteno ad una questione di attaccamento affettivo o di comodità logistica, perde di vista la complessità e l’ampiezza della questione. La nascita, in Italia è malata dall’eccessiva medicalizzazione, ormai è risaputo.

Dietro alla bandiera della “sicurezza” non sempre si decidono strategie rispettose della fisiologia e biologia della nascita e nemmeno delle persone. Molti i moniti arrivati da anni dai più importanti Istituti di ricerca nazionali e internazionali e dal Ministero della Salute.

I politici trentini, che da diversi anni ormai osservano la “fuga” di un numero rilevante di madri (circa il 7%) verso ospedali fuori dalla loro provincia (e soprattutto in Alto Adige) hanno capito, pare, che porsi queste domande è indispensabile per poter decidere sul futuro dell’assistenza da fornire alle loro madri e ai loro padri e hanno deciso di fare un’indagine sulle motivazioni che portano a tali scelte. Una cosa si può suggerire loro, già da adesso.

Vipiteno è un modello, è un simbolo di una cultura della nascita non medicalizzata, umana, familiare, di rispetto e attenzione alla dignità della persona. Un luogo dove la logica dell’efficienza economica non sovrasta il diritto della persona ad essere sostenuta in un momento così cruciale per la sua vita in modo rispettoso ed amorevole, dove il sapere medico ed ostetrico sanno essere al servizio della nascita e non viceversa. Anche se Vipiteno verrà chiuso, questo è ciò che una fetta di popolazione chiede per sé stessa.

vipi21Scorci favolosi che così documentati entreranno nel diario di bordo del glorioso e fedele Camper Rosa e nel cuore delle Madri volontarie dell’ASLRM6 dei Castelli Romani della Regione Lazio. Ancora abbracciate dal calore della sorellanza delle Madri trentine e dalla loro accoglienza, la permanenza continua per conoscere altre realtà e altre sorelle…

Il Camper Rosa delle Madri e le Radici dell’Economia del dono delle Madri… cosa accadrebbe se le madri smettessero di ricercare l’assistenza amorevole per una buona nascita dal punto di vista dell’economia di un paese?

Cosa accadrebbe se le madri smettessero di donare l’amore materno attraverso accudimento amorevole dei propri figli?

Cosa accadrebbe se dovessimo definitivamente ignorare la conoscenza scientifica della potenza degli ormoni dell’amore?

Nell’era dell’ossitocina sintetica sapremo adeguarci all’amore sintetico e amare?

Alcune ipotesi sono già state avanzate dalla scienza e non ci sono buone notizie… anzi se mettiamo gli “occhiali della scienza” per vedere bene, qualcosa già è avvenuto soprattutto se focalizziamo l’attenzione su come si nasce oggi.

vipi20Quando le madri si incontrano per parlare di Buona Nascita i doni che si scambiano hanno il sapore ossitocinico dell’amore. Grazie Alessandra Dellafior in particolare da parte di tutte le madri della Goccia Magica. Berremo il tuo sciroppo di Sambuco al rientro di Ilaria e ti penseremo assaporando gli aromi e sapori della tua meravigliosa terra e sarà come essere ancora un po’ insieme.

Finisce così il primo tour del Camper Rosa che rientrando alla base, in prossimità della diramazione Roma Nord nel contava un viaggio lungo 2000 Km.

Il Camper Rosa delle Madri torna a Vipiteno il 14 ottobre 2016, Convegno “Fisiologia ostetrica: questa sconosciuta”

Testo di Michela Cericco. Immagini di Ilaria Dal Sasso.