Conferenza stampa 26 aprile

Conferenza stampa
sul PDL Zaccagnini e la campagna social #bastatacere

Roma, Camera dei Deputati
Martedì, 26 aprile 2016, ore 17:30
Via della Missione 4

Comunicato Stampa

L’ON.le Zaccagnini risponde alle associazioni di ginecologi e anestesisti:

“Nessun attacco alla vostra categoria, il DDL mira a proteggere i diritti fondamentali della partoriente e del neonato, in linea con l’OMS e le Convenzioni internazionali, e nella direzione della sicurezza e appropriatezza dell’assistenza alla maternità e nascita.”

Adriano Zaccagnini precisa che il progetto di legge (PDL) “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” non può in alcun modo essere inteso come un attacco alla categoria medica in quanto la protezione dei diritti fondamentali della donna e del bambino sono requisiti imprescindibili per erogare una cura rispettosa e di qualità, anche nell’interesse del personale sanitario coinvolto.

Il PDL in questione mira a dare concreta attuazione al principio costituzionale della libera autodeterminazione ai trattamenti sanitari (art 2 e art 32 della Costituzione italiana). Tale diritto non può subire alcuna limitazione se si tratta di donne in procinto di partorire.

In tal senso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato nella dichiarazione sulla “Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere” del 2014 che

“ogni donna ha il diritto al migliore standard di salute possibile, che include il diritto all’assistenza dignitosa e rispettosa durante la gravidanza e il parto, così come il diritto ad essere libera dalla violenza e dalla discriminazione.

Abuso, negligenza o mancanza di rispetto durante il parto possono condurre alla violazione dei fondamentali diritti umani della donna, come descritto nelle norme e nei principi dei diritti umani adottati internazionalmente”. Inoltre l’OMS precisa che

“le gestanti hanno il diritto a pari dignità, ad essere libere nel cercare, ricevere e rilasciare informazioni, ad essere libere dalla discriminazione, e ad usufruire del più alto standard raggiungibile di salute fisica e mentale, inclusa la salute sessuale e riproduttiva”.

L’OMS invita a maggiori atti concreti, al dialogo, alla ricerca, e all’advocacy su questo importante tema che coinvolge la salute pubblica e i diritti umani, invitando i governi a seguenti azioni:

1. Maggiore supporto dei governi e dei loro partner nello sviluppo per svolgere ricerche ed azioni riguardanti il trattamento irrispettoso e l’abuso;

2. Avviare, sostenere e facilitare programmi intesi a migliorare la qualità dell’assistenza alla maternità, incentrati soprattutto sull’assistenza rispettosa come componente essenziale di un’assistenza di buona qualità;

3. Mettere in evidenza i diritti delle donne all’assistenza dignitosa e rispettosa durante la gravidanza e il parto;

4. E’ necessario produrre dati relativi alle pratiche rispettose e irrispettose, e creare sistemi di responsabilità e di sostegno professionale significativo;

5. Coinvolgere tutte le parti interessate, incluse le donne, negli sforzi per migliorare la qualità dell’assistenza ed eliminare trattamenti irrispettosi e abusi. Un’assistenza basata sul rispetto dei diritti fondamentali delle donne e dei bambini è il presupposto essenziale per un percorso nascita sicuro e appropriato. I fornitori di assistenza che prestano ascolto alle donne, che sono in grado di fornire loro informazioni accurate, nel rispetto delle loro scelte, sono in grado di dare un contributo fondamentale alla sicurezza dell’assistenza nella maternità e nascita.

D’altra parte anche la Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina (Convenzione di Oviedo) all’art 5 sancisce che:

“un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto un’informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso”.

Si aggiunga che la CEDAW, Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, prescrive, all’art 1, che gli Stati aderenti debbano prendere ogni misura appropriata per eliminare la discriminazione contro le donne nel settore dell’assistenza sanitaria e assicurare alle donne dei servizi appropriati in relazione alla gravidanza, al parto ed al periodo-post partum.

Nella stessa direzione la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica ha l’obiettivo di contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne rafforzando l’autonomia e l’autodeterminazione delle donne.

Il PDL “Norme per Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico”, pertanto in linea con la Costituzione Italiana e con le Convenzioni internazionali, mette la donna al centro del percorso assistenziale relativo al parto rafforzando il suo diritto all’autonomia e alla libertà.

Ritengo che tutto il Parlamento Italiano debba adoperarsi per promuovere, in ogni sede, inclusa l’assistenza al parto, il rispetto dei diritti e della dignità di madre e bambino.

Saranno presenti: On. Adriano Zaccagnini (http://adrianozaccagnini.it), Avv. Alessandra Battisti (Human Rights in Childbirth in Italia), Elena Skoko (Human Rights in Childbirth in Italia), Michela Cericco (La Goccia Magica), Luana Vignoli (Nanay).

Verrà presentato l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia): https://ovoitalia.wordpress.com.

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Nasce OVOItalia

BannerOVO_sitoLa campagna social #bastatacere: le madri hanno voce finisce e rinasce come Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia)!

Siamo sempre noi, quelle che vi hanno accolto amorevolmente, quelle che hanno gestito conflitti e passioni, quelle che hanno risposto ad ogni vostra domanda a qualsiasi ora del giorno e della notte per 15 giorni.

Siamo madri attiviste. Come madri, ognuna con il suo bagaglio culturale ed esperienziale, ci siamo attivate per promuovere la difesa dei diritti umani nella nascita, per rimediare ai danni della violenza ostetrica, per accogliere le storie di altre madri che urlavano nei sotterranei dei gruppi di mutuo aiuto sparsi per Internet e in giro per il Paese senza essere sentite.

basta1972-2016Da tempo le donne hanno iniziato a protestare per i maltrattamenti subiti nell’assistenza alla nascita. Tanto tempo che dalla prima campagna Basta Tacere!, promossa dai collettivi femministi italiani nel 1972, sono passati 44 anni e le donne continuano a raccontare degli stessi abusi e delle stesse mancanze di rispetto nel parto.

Abbiamo smesso di indignarci. Abbiamo smesso di difenderci dalle accuse di incompetenza perché la maternità non è considerata una “professione”, abbiamo smesso di sentirci offese quando ci inondano con fiumi di risentimenti, abbiamo acquisito il linguaggio delle istituzioni leggendo documenti, leggi, linee guida, evidenze scientifiche, bugiardini, consensi informati, testi universitari, file di slide nei convegni. Abbiamo ascoltato tutti, dagli operatori e professionisti sanitari, ai politici, governatori, ricercatori, baristi, parrucchieri, opinionisti, educatori di questo e di quello, le nostre madri e suocere, mariti, compagni, amanti.

Abbiamo cercato di portare le nostre voci ai vertici delle istituzioni, ci hanno accolto con cortesia e orecchie aperte. Ma non ci hanno creduto. Qualcuno ci ha chiamate “cattive” perché gli abbiamo portato cattive notizie. Si sono sentiti colpiti nel profondo, perché la nascita è una cosa bella.

Ed è così che anche noi la intendiamo. È così che le madri fanno fatica a raccontare le proprie storie di parto alle figlie e ai figli – per non offendere la bellezza della loro nascita, la memoria di un evento misterioso e importante che con i brutti ricordi rischia di segnare vite intere. Le madri non raccontano per non offendere le orecchie degli altri, perché una violenza raccontata è violenta due volte.

Ma a noi fischiavano le orecchie. Da quando abbiamo detto #bastatacere anche le nostre orecchie hanno smesso di fischiare. Stappatevi le orecchie, marinai, che le sirene hanno molto da raccontare: “tutto sappiamo quello che avviene sulla terra nutrice” (Odissea, Libro XII, vv.148-200).

Noi siamo qui per rimanere. Le madri si riproducono, gli altri vanno in pensione.