#bastatacere REPORT

 

 

Dopo due mesi dalla chiusura della campagna #bastatacere, dove è emerso il fenomeno della violenza ostetrica in Italia, abbiamo predisposto un promemoria dell’iniziativa, il “#bastatacere REPORT“.

Si tratta di un riassunto della campagna in formato PDF che potete stampare, diffondere e condividere con persone e istituzioni per sensibilizzare la vostra comunità e la società nei confronti del fenomeno della violenza ostetrica.

Noi abbiamo fatto del nostro meglio per dare l’opportunità alle madri (e padri, figlie, figli, operatori) di raccontarsi in modo protetto. Stiamo continuando a raccogliere le testimonianze tramite QuestOVO, un questionario dove potete condividere le vostre esperienze.

Adesso tocca a voi. Il cambiamento è possibile soltanto con il coinvolgimento di tutte e di tutti. 

Le madri attiviste hanno già contribuito, a titolo volontario e solidaristico, a realizzare una parte di quanto auspicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

In particolare le madri:

  • hanno sensibilizzato il Parlamento sul diritto all’assistenza dignitosa e rispettosa durante la gravidanza e il parto: tale diritto è stato recepito e disciplinato nella PDL Zaccagnini;
  • hanno ideato, coordinato e gestito la campagna #bastatacere che ha prodotto una mole significativa di testimonianze di abusi durante il parto;
  • hanno fondato l’osservatorio permanente sulla violenza ostetrica OVOItalia, volto alla raccolta di dati tramite questionari e attività di ricerca;
  • offrono ascolto e solidarietà a tutte le madri e a tutte le donne in un sistema di auto- mutuo aiuto che rafforza le competenze e la salute sia dei singoli sia della comunità di appartenenza;
  • organizzano e partecipano a conferenze, convegni, seminari e dibattiti sui diritti delle donne e dei bambini nella nascita, diffondendo e creando la cultura dell’assistenza rispettosa come componente essenziale della cura di qualità.Al fine di realizzare gli obiettivi indicati dall’OMS, le madri si dichiarano disponibili al dialogo cooperativo con le istituzioni (Governo, Regioni, Province, Aziende Sanitarie, Ministeri, Ordini Professionali) e con tutta la società civile.Le madri pertanto rivolgono formale richiesta al Governo Italiano e alle Regioni, affinché vogliano predisporre ogni strumento e modalità idonea a consentire la partecipazione attiva delle madri nella definizione delle politiche sanitarie.

 

Il sostegno dei Collegi delle Ostetriche di Trento e Milano-Lodi-Monza-Brianza

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I Collegi delle  Ostetriche di Trento e di Milano,  Lodi,  Monza e Brianza  appoggiano ufficialmente la dichiarazione dell’OMS sull’abuso  e la mancanza di rispetto nel parto.

Human Rights in Childbirth in Italia  e OvOItalia annunciano che, dopo l’incontro che si è svolto  a Trento il 28 maggio, il Collegio delle Ostetriche della Provincia di Trento e il Collegio Interprovinciale delle Ostetriche di Milano,  Lodi , Monza e Brianza hanno deliberato di appoggiare ufficialmente la Dichiarazione dell‘OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità,  dal titolo “La  prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”.

Alessandra Battisti ed Elena Skoko  hanno promosso tale appoggio  e lo hanno comunicato all’OMS che ha incluso i due Collegi nella lista dei sostenitori pubblicata sul sito istituzionale con una visibilità  internazionale (http://www.who.int/reproductivehealth/topics/maternal_perinatal/statement-childbirth/en/.

Human Rights in Childbirth in Italia e OVOItalia  ringraziano i Collegi  delle  Ostetriche di Trento e di Milano, Lodi, Monza e Brianza per l’impegno assunto nel promuovere il rispetto dei diritti umani delle donne e dei bambini nel percorso nascita.

Human Rights in Childbirth in Italia e OVOItalia sono disponibili nel supportare altri Collegi delle Ostetriche o  altre Istituzioni che desiderano appoggiare la Dichiarazione dell’OMS.

30 giugno 2016, OVOItalia a Padova

Padova, Giovedì 30 Giugno 2016

maternita

La maternità che vorrebbero

A cura della redazione di Globalproject.info e Collettivo Starfish (Schio)

Ore 20.30 – Sherwood Books & Media

Violenza ostetrica, aborto clandestino, obiezione di coscienza: le imposizioni sui corpi delle donne.

Intervengono:
Benedetta Pintus e Beatrice Da Vela (Pasionaria.it)
Elena Skoko (OVOItalia, Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia)

Link all’evento: http://www.sherwood.it/articolo/5436/la-maternita-che-vorrebbero-a-sherwood-2016

La Regione Trentino-Alto Adige ha ospitato a Trento la prima riunione #Bastatacere

 Trento, 28 maggio 2016

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Si è svolta presso la sede della Regione Trentino-Alto Adige, a Trento, il 28 maggio 2016, la prima riunione tra le rappresentanti della Regione, dott.ssa Violetta Plotegher, Vicepresidente Giunta Regionale e Assessora Regionale del Trentino Alto Adige; le Rappresentanti della Provincia Autonoma di Trento, Avv. Donata Borgonovo Re, Consigliera Provinciale e Regionale ed Ex Assessora alla Salute della Provincia Autonoma di Trento e Avv. Elena Biaggioni, Delegata della Commissione Provinciale Pari Opportunità; la Presidente e la Vice-Presidente del Collegio delle Ostetriche di Milano-Monza-Brianza, dott.ssa Simona Sieve e dott.ssa Stefania Zorzan; la Presidente del Collegio delle Ostetriche di Trento dott.ssa Caterina Masè e le coordinatrici della campagna “#Bastatacere”, Elena Skoko e Alessandra Battisti.

P1060310“Basta tacere: le madri hanno voce” è una campagna mediatica lanciata sui social network con la pagina Facebook www.facebook.com/bastatacere per dare opportunità alla madri di raccontare le loro esperienze di abuso e mancanza di rispetto nell’assistenza alla nascita. In soli 15 giorni la campagna #bastatacere ha avuto 21.621 like, ha raccolto oltre 1.136 testimonianze in formato foto-cartello, ha coinvolto più di 700.000 utenti al giorno e ha avuto oltre 70.000 interazioni quotidiane. L’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia, https://ovoitalia.wordpress.com) nasce come proseguimento della campagna social #bastatacere, con lo scopo di custodire e diffondere le testimonianze raccolte, continuare a dare voce alle madri e sensibilizzare la società italiana nei confronti del fenomeno della violenza ostetrica.

L’incontro è stato promosso dalla dott.ssa Caterina Masè, Presidente del Collegio delle Ostetriche di Trento, con il sostegno del Collegio delle Ostetriche di Milano, Monza e Brianza ed ha trovato pieno accoglimento da parte della Regione Trentino-Alto Adige e della Provincia Autonoma di Trento.

L’obiettivo dell’incontro è stata la relazione da parte di Elena Skoko e Alessandra Battisti sugli esiti della campagna “#bastatacere: le madri hanno voce” e sui primi risultati del questionario sulla violenza ostetrica, pubblicato sul sito dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica OVOItalia.

P1060314Il meeting ha portato alla valutazione di possibili azioni congiunte tra Istituzioni Regionali, Provinciali, il Collegio delle Ostetriche di Trento e di Milano-Monza-Brianza insieme alle Madri per promuovere i diritti umani delle donne nel percorso nascita e sostenendo anche il diritto del bambino a una nascita serena e sicura. Da questo punto di vista, un corretto imprinting neonatale tra madre e figlio nei primi momenti di vita è condizione fondamentale che dev’essere tutelata.

Le partecipanti all’incontro si sono dette convinte che solamente la forza di una rete di collaborazione tra madri – operatrici e classe politica potranno portare il cambiamento necessario

Si porgono i più sentiti ringraziamenti a tutte le partecipanti al meeting per il prezioso lavoro svolto per il progresso dei diritti nel parto e si ringrazia la Regione Trentino-Alto Adige per avere messo cortesemente a disposizione la prestigiosa sede.

#bastatacere: 23 luglio a Viterbo

13256498_1041912482510703_864877609209332967_nL’associazione Kyanos presenta nell’ambito di “Ombre Festival”, “Luci ed ombre del vissuto femminile: i chiaroscuri della maternità e della nascita“.
Durante la presentazione, a cura di Marta Nori, saranno introdotti alcuni temi poi riproposti nell’incontro (rispetto, consapevolezza, violazione, diritto all’autodeterminazione sul proprio corpo da parte delle donne).

L’evento sarà diviso in due performance distinte, la prima vedrà protagoniste le associazioni Human Rights in Childbirth in Italy; Centro Alma Mater e La Goccia Magica promotrici della campagna “#bastatacere: le madri hanno voce” (l’11 marzo 2016 è stata depositata una proposta di legge “Norme per la tutela dei diritti della partoriente e del neonato e per la promozione del parto fisiologico” da parte dell’On. Adriano Zaccagnini. (http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/62977).

Per sostenere e diffondere questa proposta Human Rights in Childbirth Italia ha aperto una campagna mediatica: #bastatacere, ideata da Elena Skoko. Una raccolta di cartelli anonimi che raccontano l’esperienza di abuso, violenza, maltrattamenti e umiliazione durante l’assistenza al parto. La campagna è rimasta aperta dal 4 al 19 aprile 2016,15 giorni in cui ha raccolto 1136 testimonianze in formato foto-cartello, tantissime altre in formato testuale, 21.620 like e ha coinvolto circa 700.000 utenti social. Alla chiusura della campagna l’impegno dei promotori è proseguito con la nascita dell’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia) https://ovoitalia.wordpress.com/ il cui Comitato Etico è gestito a titolo gratuito e volontario, come tutto il resto del lavoro svolto.

Le rappresentanti delle associazioni promotrici, dopo aver illustrato gli obiettivi della campagna, saranno a disposizione per una dibattito interattivo che nascerà dal sorteggio da parte del pubblico dei cosiddetti “#bastatacere” ( i cartelli anonimi delle donne).

La seconda proporrà il progetto della fotografa sociale sarda Gisella Congia “Chiaroscuri nella maternità”. Il progetto racconta di una maternità quotidiana, nella quale la donna deve accettare grandi compromessi tra ciò che era o faceva prima dell’arrivo del figlio e il dopo, compromessi con l’immagine che della donna viene costantemente rimandata dalla società, che non transige neanche quando si parla di mamme (perfettamente pettinate, in linea, in tailleur mentre danno la prima pappa al bimbo, super organizzate e anche con del tempo libero, e così via …). Compromesso, ancor più grande, è quello con una società che è profondamente cambiata e vede la maternità ormai come un fatto privato, rinchiuso nelle mura del nucleo-coppia, e vissuto in grande solitudine. Il fatto di non guardarla con gli occhi dell’oggettività nega la possibilità di contemplare che la maternità possa avere, nel vissuto della donna, (così come del neopadre) dei risvolti legittimi, meno poetici e piacevoli di quelli propagandati. E’ una questione culturale, di tabù che si radicano. In altri paesi europei ci sono dei servizi di sostegno che nascono proprio dall’accoglienza di quel “non ce la faccio” che è visto come legittimo e da tutelare.

Le due parti saranno intervallate da una coreografia sul tema delle luci e ombre nel vissuto femminile ideata dal coreografo Andrea Cagnetti e realizzata dal “Balletto di Oriolo”.