Buon Anniversario, #bastatacere

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Oggi celebriamo un anno dalla campagna “#bastatacere: le madri hanno voce”.

È iniziata a mezzanotte del 4 aprile 2016 ed è finita il 19 aprile alle 23.59. Quindici giorni di storie sulla violenza ostetrica, raccontate, lette, accolte e condivise con tutti dal vivo, ventiquattr’ore su ventiquattro. Migliaia di donne hanno deciso di non tacere più e hanno raccontato di abusi e mancanze di rispetto che hanno vissuto negli ospedali italiani durante il loro parto e la nascita dei loro figli.

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La campagna ha suscitato l’interesse della stampa che ha prodotto oltre 70 articoli sul tema. La notizia è stata coperta soprattutto da madri giornaliste. La stampa ufficiale, come le radio e le TV hanno taciuto. Il tam-tam delle madri che raccontavano le loro esperienze è stato tale che anche i tassisti di Roma ne erano a conoscenza. È noto che i tassisti sanno di tutte le cose importanti che succedono in giro, specialmente nella Capitale, dove per arrivare alle sedi del Governo, l’unico mezzo è, appunto, un taxi. Chi doveva sentire ha sentito, chi doveva rispondere ha taciuto. 

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“Ore 00.00 del 4 aprile 2016 cominciava un impresa, dolorosa, faticosa, insonne, fatta di ascolto, sorellanza, comprensione, empatia, amore, dove abbiamo chiesto alle madri di smettere di tacere, e ci doveva essere qualcuno disposto a accogliere chi a smesso di tacere, io c’ero e ho ascoltato, ancora mi fanno male le orecchie!”
Michela Cericco, presidente dell’ass. Goccia Magica. 

Sono state dieci le associazioni di madri che hanno promosso e gestito la campagna per tutta la durata ed oltre. Sono associazioni di cittadine, genitori e utenti del sistema sanitario nazionale che si occupano da anni del tema della buona nascita e delle inappropriatezze all’interno dell’assistenza alla maternità. Sono queste ed altre le associazioni nazionali che accolgono le madri con vissuti traumatici legati alla nascita e, tramite la condivisione di storie e informazioni, le aiutano a rimettersi in piedi e continuare a vivere e occuparsi dei loro figli e della loro famiglia. Perché le madri non hanno scelta. Alcune non ce la fanno. Il suicidio è una delle prime cause indirette di morte post-parto. La maggior parte si riprende da sola. E questo è il fenomeno più eccezionale che merita attenzione e onore. Come fanno le madri a superare non solo un evento così esigente e arduo come il parto in sé, ma in più un’assistenza che lascia danni fisici e psicologici a vita?

La questione non è quante sono state maltrattate, ma quante pur essendo state maltrattate hanno continuato a fare una vita “normale”. Durante la campagna mediatica #bastatacere migliaia hanno parlato, ma sono molte di più quelle che tengono ancora per sé il vissuto brutto per non “rovinare” il ricordo di un evento così bello come la nascita di una figlia o un figlio. 

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Alla fine della campagna abbiamo lanciato l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia.

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Quello che abbiamo fatto in quei 15 giorni è stato raccontato nel “#Bastatacere report“, un opuscolo in formato PDF e stampabile in formato A4 che, in modo semplice e sistematico, racconta cosa è successo, come è successo e quale ne è l’eredità che rimane per i contemporanei e per i posteri.

Il report viene usato da ricercatrici, studiose, giornaliste e tutte le persone che si interessano dell’argomento della violenza ostetrica e dell’assistenza alla nascita. Il documento viene tutt’ora consegnato ai rappresentati dei cittadini e soprattutto ai sindaci (come nell’iniziativa “Il Camper Rosa delle madri”).

vipi12Il sindaco è autorità sanitaria locale. In questa veste, ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dell’art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può anche emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica.

Le madri continuano a raccogliere i vissuti di madri, padri e operatori nel questionario QuestOVO, dove è ancora possibile raccontare la propria storia in forma di dati e di contenuti discorsivi. QuestOVO chiuderà il 23 maggio 2017. Fino a questa data sarà possibile contribuire con la propria storia. I dati verranno elaborati e pubblicati.

Ci è stato detto che il fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiama “abuso e mancanza di rispetto nel parto nelle strutture ospedaliere” in Italia non esiste – perché non ci sono i dati. Fino ad oggi 2.331 persone hanno partecipato a QuestOVO e hanno fornito dati che noi elaboreremo e consegneremo a chi di dovere. Con dialogo, atti concreti, la ricerca e l’advocacy abbiamo risposto all’invito dell’OMS. L’abbiamo preso alla lettera.

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Non sono solo le madri a fornire i dati qualitativi (in forma di parole) e quantitativi (in forma di numeri) sul fenomeno della violenza ostetrica in Italia, anche le università e i Collegi delle Ostetriche in tutta Italia stanno facendo ricerca sul fenomeno e producono dati che le istituzioni dovranno prendere in considerazione, visto che sono rimaste sorde e incredule nei confronti dei discorsi delle cittadine e utenti, chiamate anche “un gruppo di esaltate”. 

barbaralongofotoOVOItalia collabora con l’Università “Roma TRE”, l’Università di Milano, l’Università di Milano-Bicocca e l’Università di Salerno compartecipando alle tesi sul tema, aiutando le studentesse a produrre dati e a dare un senso a tutto quello che succede durante l’assistenza al parto. Una delle prime laureate sul tema ha studiato l’impatto della campagna #bastatacere sulle ostetriche e studentesse ostetriche, con risultati molto interessanti.

Per rispondere a chi vuole chiudere gli occhi, la bocca e le orecchie, possiamo dire che #bastatacere non è un’iniziativa di “un gruppo di esaltate”, ma una legittima e auspicata attività di advocacy.

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La nostra attività di advocacy non è arrivata soltanto alle orecchie dei tassisti di Roma, ma anche alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Affari Sociali dove di recente si sono tenute le audizioni sul tema del parto in Italia e sulle varie proposte di legge – inclusa la nostra. Molte sono state le persone audite in merito, anche prima dell’audizione registrata (dietro la nostra richiesta), che potete vedere per intero qui sotto:

Durante le audizioni la Regione Emilia-Romagna è stata molto chiara nel sottolineare la necessità, da parte del Governo, di affrontare l’argomento della violenza nel parto in modo concreto e urgente. 

Noi siamo qui, come madri, come cittadine e utenti, un anno dopo la campagna #bastatacere, ancora unite nella rete nazionale e internazionale che porta avanti i discorsi e le storie di madri e padri davanti alle istituzioni e alla società civile.

Ringraziamo tutte le madri che hanno forza di proseguire in silenzio oppure raccontando. Noi vi onoriamo. 

Elena Skoko

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