Che tempo fa nell’assistenza alla maternità in Italia?

Findings from the Italian Babies Born Better Survey
Elena Skoko, Claudia Ravaldi, Alfredo Vannacci, Antonella Nespoli, Naseerah Akooji, Marie-clare Balaam, Alessandra Battisti, Michela Cericco, Laura Iannuzzi, Sandra Morano, Soo Downe
Minerva Ginecologica 2018 December;70(6):663-75, Doi: 10.23736/S0026-4784.18.04296-X

Risultati del questionario italiano Babies Born Better 2014-15

Nuovo studio sulle esperienze delle donne nell’assistenza alla maternità in Italia è stato appena pubblicato sulla rivista di settore Minerva Ginecologica.

“Findings from the Italian Babies Born Better (B3) survey”, recente studio (pubblicato in lingua inglese) prende in esame le esperienze delle donne che hanno partorito in Italia negli ultimi anni. Babies Born Better è uno questionario internazionale in 22 lingue (www.babiesbornbetter.org) dedicato alla raccolta dei dati qualitativi sull’esperienza delle donne nell’assistenza al parto, con l’enfasi sugli aspetti positivi e sui cambiamenti che le donne auspicano.

“Le madri danno un alto valore all’assistenza alla maternità rispettosa, competente e amorevole che suscita in loro un forte senso di auto-realizzazione e di fiducia in se stesse, specialmente se supportate da un ambiente che facilita tale approccio.”

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Abstract

PREMESSA: Le più recenti raccomandazioni dell’OMS “Intrapartum care for a positive childbirth experience (Assistenza al parto per un’esperienza positiva della nascita) sottolineano la necessità di identificare interventi ed esiti desiderati che vedano la donna come protagonista del suo parto, e di includere le esperienze delle utenti e l’analisi qualitativa nella valutazione dell’assistenza alla maternità. Babies Born Better (B3) è un sondaggio trans-europeo progettato per raccogliere i punti di vista e le esperienze delle utenti nell’assistenza al parto, al quale hanno contribuito le utenti italiane.

METODI: B3 è un sondaggio on-line anonimo, basato su metodi quantitativi e qualitativi, tradotto in 22 lingue. Abbiamo separato le risposte relative all’Italia e le abbiamo analizzate usando il software MAXQDA per l’analisi qualitativa e SPSS e Stata per l’analisi quantitativa. La descrizione semplice è stata usata per i dati numerici e l’analisi dei contenuti per riposte discorsive. Si è proceduto alla mappatura geografica (inclusa l’analogia del “meteo”) usando i dati qualitativi codificati e i post-codici (usando Tableau Public).

RISULTATI: 1.000 persone hanno riposto da tutte le Regioni italiane, con esperienze di parto in varie ambientazioni (ospedale, centri nascita, domicilio), assistite da ostetriche e ginecologi-ostetrici. La maggior parte ha individuato esperienze positive, insieme alle pratiche per le quali auspicherebbero dei cambiamenti. Entrambi i commenti positivi e quelli critici riguardavano l’assistenza caratterizzata dalla tipologia di professionisti, procedure cliniche, ambiente e supporto all’allattamento. Vi erano differenze significative tra le Regioni nei dati geo-localizzati.

CONCLUSIONI: Le madri danno un alto valore all’assistenza rispettosa, competente e amorevole che suscita in loro un forte senso di auto-realizzazione e di fiducia in se stesse, specialmente se supportata da un ambiente che facilita tale approccio. Sono emerse notevoli variazioni regionali nelle percentuali di commenti positivi.

Sommario

Benché l’indagine non possa essere considerata rappresentativa della popolazione interessata al livello nazionale, essendo basata su adesione volontaria, tuttavia offre strumenti di valutazione utili in un contesto, come quello italiano, in cui la ricerca qualitativa nell’ambito della maternità e nascita scarseggia. Lo studio ha beneficiato di un contributo delle madri e associazioni italiane per l’acquisto del software necessario per l’analisi dei dati qualitativi; gli autori hanno contribuito a titolo gratuito.

Le risposte valutate come positive (66%) presentano delle sfumature in cui il 23% di donne è completamente soddisfatto dell’assistenza ricevuta, mentre le altre auspicherebbero qualche cambiamento e soprattutto una migliore assistenza nel post-parto e nell’allattamento. Vi è una percentuale considerevole (17,60%) di risposte per le quali non è chiaro il grado di soddisfazione o insoddisfazione, caratterizzate soprattutto dalla presenza o l’assenza di quello che le rispondenti definiscono con i termini di umanità, professionalità, gentilezza, rispetto, libertà, qualità apprezzate in tutte le categorie di risposte. Desta preoccupazione il 16,40% di risposte in cui emerge un vissuto traumatico dovuto, secondo le rispondenti, alla mancanza di appropriatezza, di umanità e a carenze di igiene.

Nel complesso le donne hanno espresso il bisogno di un’assistenza alla nascita caratterizzata da un approccio “materno”, che tenga conto della loro dignità, autonomia e integrità psico-fisica.

Le utenti italiane, secondo questo studio, danno molta importanza all’allattamento e alle cure post-parto e lamentano una carenza strutturale e professionale in questa direzione.

L’assistenza da parte delle ostetriche è vista come la più influente nelle valutazioni. Le loro cure sono state oggetto della maggior parte di osservazioni, indicando l’importanza di un’assistenza personalizzata, gentile e continuativa. Le donne lamentano il numero esiguo di questa tipologia di professionisti sanitari, fattore che, secondo loro, crea notevole disservizio e aumenta il rischio di complicanze.

L’ambiente, caratterizzato dalla privacy, dal “calore” e dall’ospitalità, è ritenuto altrettanto importante per un’esperienza positiva e soddisfacente della nascita.

In conclusione, basandosi sui dati provenienti da questo studio e sul contesto nazionale dell’assistenza alla nascita, gli autori raccomandano:

  1. Un approccio partecipativo all’assistenza alla maternità e nascita che coinvolga direttamente le utenti, gruppi e associazioni di donne, come indicato nelle raccomandazioni dell’OMS del 2018 (WHO recommendations. Intrapartum care for a positive childbirth experience) e maggiore comunicazione tra operatori, amministratori, decisori politici e utenti al livello nazionale, regionale e territoriale;
  2. Implementazione delle più recenti linee guida dell’OMS e delle iniziative internazionali sul parto e allattamento all’interno del percorso nascita nazionale, inclusa l’introduzione dell’approccio basato sulla “respectful maternity care” (assistenza rispettosa alla maternità);
  3. Potenziamento dell’assistenza alla nascita con l’ostetrica; formazione di ostetriche sul modello della midwifery, centrato sulla fisiologia invece che esclusivamente sulla patologia (modello ginecologico-ostetrico); potenziamento della continuità assistenziale (one-to-one), inclusi i consultori; assunzione del numero di ostetriche adeguato; creazione di centri nascita a conduzione ostetrica; rimborso del parto in casa da parte del sistema sanitario nazionale;
  4. Potenziamento e finanziamento dei sistemi di verifica degli esiti dell’assistenza al parto e dei modelli operativi che includano gli aspetti quantitativi e qualitativi, nell’ottica dell’accountability e della trasparenza, implementando la pubblicazione dei dati al livello nazionale, regionale e delle singole strutture;
  5. Implementazione e finanziamento dei meccanismi di accoglienza di lamentele e di mediazione nelle dispute nel percorso nascita al livello nazionale;
  6. Rinnovamento delle strutture esistenti basandosi sui principi di igiene, privacy e ospitalità.

Intervista di E. Skoko su Radio Cusano Campus: https://www.tag24.it/wp-content/uploads/2018/12/skoko.mp3