Quale impatto ha avuto la campagna #bastatacere?

Bastatacere_bannerPer celebrare tre anni dalla campagna #bastatacere abbiamo chiesto alle utenti della Pagina Facebook qual è stato l’impatto dell’iniziativa su di loro. Queste sono le loro risposte… Grazie.

Rita Mi sono sentita in primis ascoltata e meno sola. Ho preso coscienza del fatto che non bisogna avere paura di parlarne, perché sono cose di cui ci si vergogna…

Samantha La consapevolezza di non essere stata la sola a subire e avere avuto la possibilità di raccontare anche il mio vissuto, la mia esperienza mi ha aiutata molto a livello psicologico ad affrontare la cosa, perché parlare e condividere aiuta, non cambia purtroppo ciò che è accaduto, ma ti aiuta a elaborare il dolore che per tanti anni mi ero portata dentro!!!

Francesca L’influenza su di me ? Ho potuto vivere il terzo parto proprio come lo desideravo. Grazie

Chiara Aver capito che il mio parto potevo viverlo diversamente, in modo più sereno e consapevole, che posso scegliere…e così sarà per il mio secondo parto. Sono a 37+6

Serena Non so se vi raccontai la mia esperienza, fatto sta che ho scoperto la vostra pagina grazie ad un’amica, che lei si sta battendo su questo delicato tema. Da lì ho capito il perché sono ingrassata 30 kg, dopo il parto, quando non avevo preso nulla in gravidanza. Ora ho superato lo stress post partum e sono disposta a mettermi in mano ad un dietologo. Voglio rinascere!

Manuela La consapevolezza che non sono io che faccio la vittima ma che sono stata realmente vittima….la mia storia è stata particolare e grazie a voi ho capito che esiste un mondo rispetto a tutto questo…..penso che oltre alla violenza ostetrica molto sia dovuto anche all incompetenza di alcuni operatori sanitari ….

Emanuela Siete di infinito sostegno. Grazie.

Eliana La consapevolezza che non è un obbligo subire tanto dolore.

Cristina Capire che non è stata colpa mia. E vivere un secondo parto molto più consapevole e rispettato.

Grecia Fernanda La consapevolezza dei miei diritti se mai avrò un figlio, cosa aspettarmi e cosa no, e magari conoscendo ciò che può andare storto avere una rete di sostegno che nel momento che magari non sarò così lucida non sia da sola e possa fermare il tutto per me o sostenermi nel farlo. Dovreste fare eventi nelle università italiane però, sarebbe utile, a infermiere, ostetriche e personale sanitario. 😊 senza di voi non sarei mai venuta a conoscenza di questa realtà.

Cesarina Mi sono sentita meno sola.

Monica La consapevolezza di non essere la sola! E la forza per portare avanti la mia causa ormai da un anno in tribunale!!!!

Nicoletta Il parto vaginale a tutti i costi, l’allattamento come unica soluzione e la colpevolizzazione della donna che non ci riesce, oltre alle piccole sevizie che si operano in ospedale al fine di punire le donne che scelgono il cesareo. C’è un fortissimo bisogno di parlare di questi temi, snobbati da tutti per obbedire alla filosofia dominante.

Martina Luna Ha innescato in me un meccanismo di ricerca interiore e guarigione…finito quel percorso, ora aiuto le altre donne ed è un onore.

Gessica Ho iniziato a seguirvi che ancora non avevo in progetto una gravidanza, 4 mesi fa ho partorito il mio bambino e sono felice di averlo fatto con tanta consapevolezza e sapendo cosa non volevo subire. Ho avuto un parto potente e soprattutto rispettoso dei miei tempi e con una fantastica ostetrica che continuava a ripetermi “ascolta il tuo bambino”, ero terrorizzata dal parto in ospedale ma grazie alle testimonianze che avete raccolto sapevo con certezza cosa non volevo subire e ho coinvolto il mio compagno per assicurarmi che non fosse fatto nulla senza il nostro consenso. Grazie per avermi aperto la mente e avermi aiutata ad avere un parto rispettato.

Teresa Condivisi la mia esperienza negativa sulla vostra pagina e, leggendo i vostri articoli e i commenti ai post, finalmente capii di non essere sola. Quando ne parlavo con qualcuno sembravo l’unica ad aver passato certe cose!

Teresa La consapevolezza che non sono io sbagliata. La consapevolezza che non ci si può affidare a cuor leggero ai sanitari. La consapevolezza che è un campo dove ci sono poche tutele e troppe bugie. Ho sperimentato l’omertà delle altre donne (vicine e lontane)e soprattutto dei medici e relativa equipe. La consapevolezza che qualcosa di serio vada fatto per poterci ritenere un paese civile. La consapevole che troppo spesso il rispetto va di pari passo con la possibilità di comprarlo.Grazie per questo impegno per noi donne senza voce.

Filippa Io ho capito che non è normale subire certi trattamenti. Che non è vero quel che ti dicono amici e parenti dopo il parto “basta che il bambino stia bene”. No cavoli, è importante che anche la mamma stia bene. La mia prima esperienza (terribile) di parto mi ha insegnato che non è importante solo nascere ma anche come lo si fa.

Laura La consapevolezza di avere subito un abuso che avevo cercato di mettere da parte. Ho anche letto esperienze peggiori della mia.

Charlotte Mia cugina per aver negato vit.K e gocce oftalmiche al bimbo ed aver rifiutato profilassi in quanto zero neg. ha subito pressioni psicologiche per tutto il tempo del ricovero per poi essere offesa da una “dott.ssa” alle dimissioni. È vergognoso e inaccettabile. Ci vorrebbero delle leggi chiare non raccomandazioni.

What Women Want: un anno dopo

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In questo giorno, un anno fa, OVOItalia ha partecipato alla campagna internazionale @WhatWomenWantHC per sentire da parte di un milione di donne e ragazze di che cosa hanno bisogno in merito ai servizi di assistenza alla maternità e nelle scelte riproduttive. L’obiettivo era ambizioso ma sapendo che l’assistenza sanitaria è migliore se tiene conto delle esigenze espresse dai chi ne usufruisce, dovevamo almeno provarci.

Oggi, mentre celebriamo la Giornata Internazionale dei Diritti e della Salute delle Madri, possiamo dire che il nostro obiettivo è stato addirittura superato, con le testimonianze di 1.187.738 donne e ragazze da tutto il mondo che hanno partecipato con la loro voce, avanzando le richieste che riguardano la loro salute e il loro benessere.

I risultati saranno comunicati alla conferenza Women Deliver, il 4 giugno 2019, insieme alla richiesta di essere ascoltate e con l’invito all’azione.

www.whatwomenwant.org/womendeliver