Position statement: Emergenza COVID-19 e assistenza rispettosa alla maternità e nascita

Logo trio OVO-Goccia_Lapo

Position statement
[Position statement integrale]

Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia), La Goccia Magica Odv, CiaoLapo Aps Ets*

ITALIA: Emergenza COVID-19 e l’assistenza rispettosa alla maternità e nascita

“Ho partorito da almeno 6 ore, la bambina è stata portata al nido appena nata e nessuno mi sta dando notizie di lei e di quando me la riporteranno in stanza. Sento dolore e calore ai seni e non so cosa fare, mi dicono che è normale ma questo non mi tranquillizza.”

“Sono rientrata a casa dall’ospedale solo questa mattina e provo tanto dolore quando il bambino ciuccia, mi hanno detto che è normale i primi giorni, io temo di non resistere. Non immaginavo facesse così male allattare, in più ho il seno durissimo e mi sento anche i brividi”

“In ospedale dopo averci dato la diagnosi di morte in utero ci hanno detto che mio marito non poteva entrare; ci hanno detto anche che ci sarà da aspettare per i risultati dell’autopsia ma che tanto non si trova mai niente. Mio marito ha chiesto di poter fare una foto al volto del nostro bambino ma gli hanno detto che non si può. Non lo vedremo mai più.”

L’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia (OVOItalia) insieme alle associazioni La Goccia Magica Odv e CiaoLapo ApsEts nell’attuale emergenza COVID-19 rimarcano l’importanza dell’assistenza rispettosa alla maternità e nascita al fine di garantire i migliori esiti di salute della madre e della persona che nasce. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ribadisce che nel management della salute perinatale durante l’emergenza Coronavirus è necessario mantenere alta l’attenzione sul rispetto dei diritti dei neonati e della donna in gravidanza, durante il parto e nel puerperio, e che la salute della madre e del bambino continui ad essere lo scopo primario dell’assistenza.

IMG-20200322-WA0003L’assistenza rispettosa alla maternità va mantenuta anche nel caso delle madri COVID-19 positive, e include:

  • il rispetto e la dignità;
  • una persona di fiducia a fianco;  
  • la comunicazione chiara da parte del personale sanitario;
  • la gestione del dolore;
  • la libertà nel movimento;
  • la non separazione del neonato dalla madre;
  • la possibilità di allattare.

IMG-20200322-WA0002

Nella presente situazione di isolamento estremo i bisogni delle madri e dei neonati vanno urgentemente intercettati e adeguatamente affrontati. Non possiamo permettere che le donne e i bambini appena nati siano i primi ad essere lasciati indietro.

In questo momento storico di estremo sovraccarico delle strutture ospedaliere e del personale sanitario per l’emergenza COVID-19 in corso, tenuto conto del maggiore rischio di infezioni nosocomiali soprattutto per le madri e i neonati asintomatici, la deospedalizzazione del percorso nascita si appalesa come una misura prudente e protettiva, nonché sicura.

Per tutelare le madri e i neonati, andrebbero potenziati i servizi garantiti dal sistema sanitario con ostetriche dedicate, in ospedale e sul territorio, disponibili sia in modalità remota sia a domicilio per andare incontro alle esigenze inderogabili delle donne in procinto di partorire e nel puerperio.

Aderiscono al Position statement (la lista è in aggiornamento continuo, per aggiungere la vostra associazione alla lista scrivete a bastatacere.ovoitalia@gmail.com):

IBFANOdv
La Leche LeagueOdv
Rinascere al NaturaleAps
CAV RiscoprirSìAps
NanayAps
Voci di NascitaAps
Onde di VitaAps
Città delle Mamme FrascatiOdv
PartoNaturale.net
Nascere InsiemeOdv
Spazio Arcobaleno
Allattare è ovunque lo desideri
Zoè Casa MaternitàAps
Associazione Infanzia Adolescenza G. RodariAps
ProntoMamyOdv
Centro Studi Eva Reich
Le mamme di Peter PanOdv
Il Melograno di Bologna
L’Albero della Vita casa maternitàAps
InsiemeAsd
Terra Nuova Edizioni
A conduzione familiareAps
Comitato Nascere a Salerno
CerchidarcobalenoAps
FuturaOdv
Latte & coccoleAc
Ciatu MeuAps
Allattamento IBCLCAps
Mamme alla pariAps
Associazione HamaAps
S.O.S. Teniamo la famigliaAps
DoraLuce casa maternità
CreAttivamente OstetricheAps
4MUMSAps
Kalila Community
MammachemammeAdv
Nate dalla LunaAc
Nascere in Casa UmbriaOnlus
matermundiAc
Studio Terra Madre
Fiordimamma
Ženské kruhy (Women’s Circles) (Slovacchia)
El Parto Es Nuestro (Spagna)
La Flor de la Vida Matronas – Acupuntoras (Spagna)

CEDAW: La Spagna ha il dovere di combattere la violenza ostetrica

Comunicato stampa

Ginevra, (9 marzo 2020) – Una donna che in Spagna è stata soggetta ad interventi non necessari durante il parto, inclusa l’induzione al parto senza giustificazione apparente, ha subito violenza ostetrica, secondo gli esperti ONU sui diritti delle donne.

Schermata 2018-04-10 alle 10.37.41

Gli esperti del Comitato per l’eliminazione e discriminazione contro le donne (CEDAW) hanno risposto alla denuncia portata alla loro attenzione dalla donna che ha subito traumi fisici e psicologici prolungati in conseguenza di quello che le è accaduto durante il parto.

Nella loro relazione – è la prima volta che la CEDAW emana una decisione in relazione alla violenza ostetrica – gli esperti sollecitano la Spagna ad adottare politiche pubbliche indirizzate a combattere questo tipo di trattamento. La violenza ostetrica comprende il maltrattamento e l’abuso verbale e fisico.

La donna, S.M.F., ha riferito al Comitato che si era recata all’ospedale pubblico a Lugo, in Spagna, alla 39° settimana e sei giorni di gravidanza, semplicemente per chiedere un parere. Aveva riferito di avere contrazioni leggere e irregolari ma di non essere ancora in travaglio. Tuttavia, nonostante ciò, il personale medico ha deciso di procedere all’induzione.

Il Comitato ha trovato che “non vi era nessuna emergenza al suo arrivo in ospedale ma che, nonostante questo, dal momento in cui è stata ammessa la donna è stata soggetta a numerosi interventi per i quali non ha ricevuto nessuna spiegazione.” In aggiunta, non è stato acquisito il suo consenso per le procedure che ha subito.

Sua figlia appena nata è stata immediatamente portata nell’unità neonatale per diversi giorni a causa di un’infezione che, secondo i legali di S.M.F., potrebbe essere stata direttamente causata da interventi medici eccessivi e inappropriati.

La donna ha sporto denuncia in Spagna in merito al suo caso ma lungo il percorso giuridico ha incontrato atteggiamenti che denotavano stereotipi di genere e discriminazione, si legge nelle conclusioni del Comitato.

“Questa donna ha avuto una gravidanza normale e poi è stata soggetta ad interventi che hanno avuto profonde ripercussioni sulla sua salute fisica e mentale e sulla salute di sua figlia”, ha dichiarato Gladys Acosta Vargas, vicepresidente del Comitato.

“È giunto il momento di fermare la violenza ostetrica. Le donne non dovrebbero subire trattamenti abusivi o discriminatori durante il parto”, ha aggiunto Acosta Vergas.

Il Comitato urge la Spagna a provvedere ad un’adeguata riparazione per compensare la donna per i danni alla salute fisica e psicologica da lei subiti.

Alla Spagna viene richiesto anche di fornire al personale sanitario e al personale che lavora nel sistema giudiziario una formazione professionale adeguata sui diritti alla salute riproduttiva e di garantire accesso a procedure legali effettive nei casi di violenza ostetrica.

“Confido che la Spagna prenderà in seria considerazione le raccomandazioni espresse nella decisione e che la divulgazione estesa della decisione potrà produrre cambiamenti sostanziali all’interno dei protocolli di assistenza sanitaria in molti paesi,” conclude Acosta Vargas.

Il testo completo della decisione del Comitato è disponibile qui (in spagnolo).