Violenza ostetrica: percezione del fenomeno da parte di ostetriche e studentesse

barbaralongofotoIl presente articolo è il riassunto dello studio svoltosi di recente nell’ambito della tesi di laurea triennale in ostetricia presso l’Università di Milano(1)*. Lo studio si prefigge di indagare quale sia la percezione che ostetriche/ci e studentesse in ostetricia abbiano del fenomeno definito violenza ostetrica. Per raggiungere questo scopo si è cercato innanzitutto di capire quali fossero le conoscenze delle persone intervistate in merito ad elementi che hanno contribuito a sollevare, anche in Italia, la questione legata a questo tipo di violenza, ovvero la nascita della campagna mediatica “Basta Tacere”, la nascita di OVOItalia e la dichiarazione dell’OMS del 2014 relativa alla “Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere”(2). La tesi non si prefigge dunque di entrare nel merito dell’assistenza offerta dalle diverse figure professionali quanto piuttosto di comprendere ed osservare questo delicato fenomeno da una prospettiva differente, che non sia quella offerta dalle madri.

Per la raccolta dati è stata richiesta la compilazione di un questionario, diffuso via email, a tutti i professionisti iscritti ai Collegi delle Ostetriche della Regione Lombardia e a tutte le studentesse iscritte presso i Corsi di Laurea in Ostetricia nella medesima regione. La diffusione dei questionari è stata avviata in data 9 Settembre 2016 e si è conclusa il giorno 13 Ottobre 2016 ed è stata possibile anche grazie alla collaborazione dei Collegi stessi che hanno inoltrato il modulo con le domande all’intera mailing list delle professioniste iscritte presso i rispettivi albi professionali.

Il questionario è costituito da domande formulate attingendo a fonti di diversa natura quali ad esempio la Dichiarazione dell’OMS del 2014 (2). I quesiti sono raggruppabili in tre sezioni principali: la prima permette di raccogliere informazioni generali relative alle intervistate (qualifica, età anagrafica, anni di esercizio della professione, città in cui si svolge l’esercizio della professione, tipo di struttura in cui si esercita, anni di esercizio in tale struttura); la seconda comprende domande pensate per suscitare nelle compilatrici riflessioni di carattere critico in merito al fenomeno trattato; l’ultima parte da modo di valutare, in maniera immediata, quale sia l’opinione, la percezione e la considerazione che professioniste e studentesse hanno della violenza ostetrica, anche in relazione ai propri vissuti.

I dati ottenuti (in tutto 354 questionari) sono stati analizzati e confrontati con le informazioni, presenti nel “BastaTacere REPORT”(3), relative alle testimonianze delle donne che hanno subito in prima persona abusi ostetrici. Questo confronto ha permesso di evidenziare l’esistenza di elementi di concordanza/discordanza tra il punto di vista delle donne e quello delle ostetriche e studentesse.

Dall’analisi dei dati si evince che, nonostante il campione non abbia una conoscenza omogenea ed adeguata relativamente al tema trattato, sia comunque cosciente dell’esistenza di questo tipo di violenza, sia cosciente di quali siano le pratiche che violino i diritti della partoriente, di quali possano essere le cause alla base del problema e quali le possibili soluzioni.

Il successivo confronto dei risultati con le informazioni presenti nel “BastaTacere REPORT” (3) mostra come, su alcuni punti, esistano corrispondenze tra le esperienze vissute dalle madri e gli episodi a cui le professioniste hanno personalmente assistito durante il corso della propria carriera/tirocinio. In particolare in entrambi i gruppi viene testimoniata in maniera evidente una carenza di un consenso realmente informato: una maggioranza assoluta del 64,5% delle ostetriche/studentesse ed una maggioranza relativa del 42,5% delle madri hanno rispettivamente osservato e vissuto in prima persona questo tipo di esperienza. Dunque il campione preso in considerazione nella tesi ha una corretta percezione di quale sia la pratica di cui le madri risentono maggiormente, evidenziando così una parziale corrispondenza tra il punto di vista materno e quello delle professioniste ostetriche. Nel seguente grafico si può osservare in maniera più chiara l’intero confronto di dati, tenendo in considerazione che le persone intervistate hanno avuto la possibilità di effettuare una scelta multipla tra le opzioni di risposta proposte.

CONFRONTO VISSUTI

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La correlazione tra i due punti di vista può rappresentare un trampolino di lancio che permetta di aprire un dialogo, e non uno scontro, tra diversi attori in gioco nella scena del parto (madri e ostetriche) e che possa condurli a muoversi nella stessa direzione, verso un obiettivo comune: la realizzazione di un’assistenza al parto rispettosa della donna e del suo bambino e che sia all’altezza delle potenzialità che, ogni ostetrica che lavori con passione, rispetto e professionalità, possiede.

Nonostante la ricerca stia iniziando a prendere piede in questo campo, sono ancora scarse le informazioni presenti in letteratura circa l’entità del fenomeno ed è evidente come non ci sia alcun tipo di studio condotto sui professionisti, non con lo scopo di giudicarne l’operato, il che creerebbe solo barriere ed opposizione, ma con l’obiettivo di comprendere tutti gli aspetti del loro lavoro, per capire quali siano le diverse realtà e circostanze in cui si trovano ad esercitare e, di conseguenza, quale sia il tipo di assistenza che sono in grado di fornire in tali ambienti. Potrebbe essere dunque utile approfondire ed ampliare gli

studi e le ricerche in merito coinvolgendo anche gli operatori e le operatrici, per poter cogliere ulteriori informazioni utili ai fini della prevenzione ed eliminazione di queste forme di abuso sulle donne.

Autrice: Barbara Longo

FONTI:

(1) Longo B, Violenza ostetrica: percezione del fenomeno da parte di ostetriche e studentesse, Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Corso di Laurea in Ostetricia, 2016.
(2) OMS, La Prevenzione ed eliminazione dell’abuso e della mancanza di rispetto durante l’assistenza al parto presso le strutture ospedaliere, OMS, 2014.
(3) Skoko E, Battisti A, #Bastatacere Report, OVOItalia, maggio 2016.

* Per la presente tesi è stata concordata la collaborazione ufficiale tra il Corso di Laurea in Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano e l’Osservatorio sulla Violenza Ostetrica Italia.

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